A Davos l’appello della 16enne ecologista Greta Thunberg: “Sul clima dovete entrare nel panico”


DAVOS – “Non voglio la vostra speranza, voglio che entriate nel panico. Tutti devono sentire la paura che io provo tutti i giorni. La nostra casa brucia. Sull’ambiente abbiamo fallito. Ma non è troppo tardi per agire”. C’è chi si è dovuto asciugare le lacrime, al Forum economico mondiale di Davos, sentendo il discorso di Greta Thunberg, l’attivista sedicenne diventata un’icona della lotta contro i cambiamenti climatici per aver manifestato, da sola, ogni settimana davanti al Parlamento svedese, allo scopodi sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica mondiale sui disastri dell’ambiente. Oggi la studentessa di Stoccolma, arrivata a Davos in treno, ha tenuto il suo discorso davanti all’elite economica mondiale, partecipando ad una discussione proprio sui cambiamenti climatici: “Qui a Davos la gente vuole sentire storie di successo – ha scandito l’adolescente – ma in fatto di ambiente abbiamo fallito. Ma la soluzione è così semplice, che la può capire anche un piccolo bambino: dobbiamo fermare le emissioni di CO2“.

Un discorso duro, quello piccola Greta, pronunciato con voce sicura. “Sembra che le nostre uniche preoccupazioni siano il denaro è la crescita. Ma io non voglio più sentire che gli adulti devono dare speranza ai giovani. Non voglio la vostra speranza, voglio che entriate nel panico”. La moderatrice del dibattito, Christiana Figueres, rimane senza parole e riesce a malapena a trattenere le lacrime. La nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, leader dell’alleanza mondiale pro-vaccino Gavi, parla di “di uno straordinario discorso della più giovane tra di noi”.

Greta è arriva a Davos dalla Svezia in treno: un viaggio di 32 ore. Una volta arrivata ha spiegato di aver smesso di volare per “motivi climatici: non voglio dire una cosa e poi farne un’altra”. Per aggiungere, poi: “Penso sia folle che le persone riunite qui per parlare del clima, arrivino su jet privati”. In una successiva conferenza stampa, Greta ha anche raccontato di aver convinto i suoi genitori a non prendere più l’aereo. Non facile per la madre, che è una cantante lirica: “Ha dovuto modificare un po’ il corso della sua carriera”. La prima volta che aveva attirato l’attenzione internazionale è quando è intervenuta il mese scorso alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. Sul suo esempio, in ogni parte del mondo molti studenti stanno organizzano i “Fridays for future”, ossia scioperi studenteschi per sensibilizzare il mondo sul tema dei cambiamenti climatici.

Seguendo il suo esempio, migliaia di scolari tedeschi hanno marinato la scuola oggi, e sfilano attualmente nel centro di Berlino, e in altre 50 del Paese, per manifestare per l’ambiente. Proprio in queste ore, nella capitale, la commissione competente discute dell’uscita dal carbone, e in questo “friday’s for freedom” – lo slogan dei cortei – i ragazzi andranno davanti alla cancelleria e al ministero del’Economia.
 


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Mario Calabresi
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