Addio notch e buchi sul display, la fotocamera di Oppo è sotto lo schermo



Addio notch e buchi sul display, la fotocamera di Oppo è sotto lo schermo

“Oppo è impegnata nell’innovazione dei prodotti e delle tecnologie che creano un’esperienza più immersiva e coinvolgente per gli utenti – ha spiegato Qiao Jiadong, product manager del gruppo – Usc e MeshTalk fanno parte della visione di Oppo per il futuro che speriamo possa promuovere l’evoluzione tecnologica del settore. Consideriamo anche la nostra innovazione tecnologica come un modo per espandere l’immaginazione e allo stesso tempo aprire una vasta gamma di scenari applicativi”. Display full-screen ma per davvero, insomma, senza alcun bisogno di realizzare pannelli con uno o più fori – come nel caso dell’Infinity-O di Samsung – e per eliminare definitivamente la tacca che ospita fotocamera e altri sensori, che sostanzialmente solo Apple si ostina a difendere sui suoi iPhone (pare che anche i prossimi modelli, in arrivo a settembre, non si distanzieranno più di tanto dagli attuali XS se non per il comparto fotografico).


Addio notch e buchi sul display, la fotocamera di Oppo è sotto lo schermo

D’altronde che la tendenza dello smartphone a tutto schermo fosse ormai consolidata, con o senza buco per la selfie camera, non è una novità. La passione per elementi che “sporchino” il display è andata svanendo negli ultimi mesi, già a cavallo fra 2018 e 2019 erano usciti modelli con le tacche ridotte al minimo, spesso non oltre le dimensioni di una grossa goccia, e più di recente sono sbarcati sul mercato prodotti con schermo ininterrotto (o quasi): da Asus che si è inventata una fotocamera ribaltabile, la curiosa Flip Camera, per il suo ZenFone 6, alla stessa Oppo, col suo Reno e l’aggressiva fotocamera pop-up a pinna di squalo, passando per l’Honor View 20 o il Mi Mix 3 di Xiaomi, con una soluzione a scorrimento che ricorda neanche troppo vagamente i vecchi Nokia adottata anche e di nuovo da Oppo sul Find X fino, ovviamente, alla serie S10 di Samsung.

Il display full-screen di Oppo supporta dunque un modulo fotografico personalizzato che grazie ad apertura e sensore più larghi cattura più luce sfruttando al tempo stesso algoritmi ottimizzati e apprendimento dell’intelligenza artificiale per migliorare la prestazione della fotocamera, evidentemente in parte penalizzata dal fatto di essere incastonata sotto al pannello. Lo zoom viene gestito direttamente sullo schermo per controllare i pixel nell’area superiore mentre non sembrerebbe esserci alcun problema per lo sblocco del dispositivo col viso o per le videochiamate tramite le diverse applicazioni. Così, almeno, garantisce il colosso cinese che detiene il 6% della torta del segmento premium degli smartphone dietro ad Apple col 51%, Samsung col 22 e Huawei col 10.

 

Quanto al software che sovrintende il lavoro della Under-Screen Camera, Oppo ha spiegato di sfruttare un algoritmo proprietario ottimizzato a quello dell’Hdr, lo standard High Dynamic Range, fondamentale per rimuovere eventuali appannamenti e bilanciare i livelli del bianco per migliorare la qualità degli scatti. Sul punto, ovviamente, bisogna andarci coi piedi di piombo: il produttore parla di qualità che si “avvicina a quella degli smartphone mainstream supportando anche funzioni come la modalità bellezza intelligente e i filtri fotografici”. Bisognerà vederlo alla prova visto che la competizione sui comparti fotografici è davvero spietata: i primi test, per esempio quelli del sito Engadget, parlano di una resa da migliorare.

Al momento non ci sono notizie precise sui tempi di commercializzazione, nel senso che l’ingresso in produzione di massa e dunque la disponibilità in qualche futuro modello non sembrerebbero ancora pianificati. O almeno, sono tenuti segreti: dal palco cinese Oppo ha infatti spiegato che succederà “nel prossimo futuro”. Verosimilmente nei prodotti del primo semestre del prossimo anno.

MeshTalk, l’altra novità svelata a Shanghai, non c’entra invece  col display: si tratta di una tecnologia di comunicazione a breve raggio end-to-end che non usa serve, stazioni base o altri dispositivi di altri produttori con cui trasmettere testi, messaggi vocali e telefonate tramite dispositivi targati Oppo nel raggio di tre chilometri senza dover usare la rete telefonica, Wi-Fi o Bluetooth. Potenzialmente una bomba in termini di privacy. Non solo: MeshTalk consente anche di creare una rete locale dedicata, cioè una Lan, connettendo più smartphone per chat di gruppo o per espandere il raggio di comunicazione tramite relè di segnale.

 

 


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