Agli Efa l’Italia vince con Marcello Fonte, trionfa Cold War – Cultura & Spettacoli


 Per il cinema italiano c’è Marcello Fonte agli European Film Awards 2018 che ieri sera a Siviglia al Teatro de la Maestranza nel segno del flamenco e delle preoccupazioni per l’Europa e anche il premio del pubblico assegnato a “Call me by your name” di Luca Guadagnino. Il film che ha sbancato è stato COLD WAR del regista polacco Paweł Pawlikowski, cerchio d’amore melò bianco e nero che parte dalla Polonia tra le macerie della seconda Guerra mondiale, che si porta a casa ben 5 premi , ovvero film, regia, sceneggiatura e attrice europea (Joanna Kulig) e montaggio. Uscirà in sala con Lucky Red dal 20 dicembre. Non è andata a premio invece l’opera di Alice Rohrwacher LAZZARO FELICE, candidata a quattro riconoscimenti.

Marcello Fonte, abito scuro con fantasie di brillantini, nel ricevere il premio con la sua solita semplicità dice facendo riferimento ai suoi concorrenti :”Ma erano tutti più belli di me? Ce n’era uno che non si capiva neppure bene se fosse maschio e femmina”, dice facendo riferimento al protagonista di GIRL, Victor Polster, che nel film interpreta un ragazzo che vuole diventare ballerina. Non solo, quando il protagonista di DOGMAN irrompe all’improvviso con la statuetta in mano in sala stampa e gli si spiega la storia di GIRL aggiunge :”È stato scelto bene quell’attore sembra proprio una femmina”. E ancora da Fonte :”questo premio non me lo aspettavo proprio, lo dedico comunque a tutti quelli che lavorano”. Tra gli altri riconoscimenti, l’European – Prix Fipresci va a GIRL di Lukas Dhont, mentre il miglior film animato europeo è risultato ANOTHER DAY OF LIFE di von Raul de la Fuente & Damian Nenow.
    Non mancano durante la cerimonia degli Efa, da sempre molto sensibili alla realtà sociale, momenti squisitamente politici.
    Si fa un appello per il regista russo anti-Putin, Kirill Serebrennikov, autore di SUMMER, mentre Wim Wenders dice chiaramente al mondo del cinema: “Ora più che mai usate il potere dell’arte”. Infine, commozione e lunga standing ovation per la grande Carmen Maura che ha ricevuto il premio alla carriera proprio dalle mani dello stesso Wenders. Da lei tante confuse parole, tra inglese e spagnolo, e poi il suo personale appello questa volta alle colleghe: “Non temete per il vostro corpo, non dovete esserne ossessionati”.
    Ed è standing ovation anche per Ralph Fiennes, che ha ricevuto il premio alla carriera. Da lui la preoccupazione del dibattito che divide la sua Inghilterra dall’Europa e il desiderio che il mondo del cinema abbia la sua voce politica.
   

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