Al Guggenheim un Basquiat ‘politico’ – Arte


(ANSA) – NEW YORK, 21 GIU – La polizia uccide un nero,
colpevole di aver taggato la parete di una stazione della
metropolitana nell’East Village. Un quadro di Jean-Michel
Basquiat del 1983, “Defacement”, rende omaggio a Michael
Stewart, il giovane artista afroamericano al centro del fatto di
cronaca. “Avrei potuto essere io”, disse Basquiat all’epoca,
visibilmente scosso dal destino di Stewart, praticamente
coetaneo. Dipinto su una parete dello studio di Keith Haring,
“La Morte di Michael Stewart” non doveva essere visto in
pubblico o entrare sul mercato. Fino al 6 novembre e’ in mostra
al Guggenheim accanto a una ventina di altre opere di artisti
contemporanei e a documenti dell’epoca legati alla stessa
vicenda. La mostra ha vari obiettivi: esplorarne l’identita’
nera di Basquiat, la sua militanza contro la brutalita’ della
polizia e i tentativi di creare una nuova estetica, un
linguaggio che esprimesse l’empowerment ad esempio adattando il
simbolo della corona per la canonizzazione di personaggi della
storia nera.
   

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