Al Met di NY il San Girolamo dei Vaticani di Leonardo – Cultura & Spettacoli


   L’impronta digitale di Leonardo su uno dei suoi quadri più enigmatici e famosi. Con il San Girolamo nel deserto dei Musei Vaticani, il Metropolitan di New York si unisce alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte. Il quadro sara’ accessibile dal 15 luglio fino al 6 ottobre in una sala dedicata del museo americano permettendo una visione ravvicinata del dipinto che l’artista lascio’ incompiuto.
    “Di solito al Met non organizziamo una mostra su un solo quadro ma per Leonardo abbiamo fatto eccezione”, ha detto il direttore Max Hollein presentando il quadro alla stampa.
    “L’arrivo del San Girolamo celebra tre decenni di amicizia tra Met e Musei Vaticani”, ha osservato la curatrice Carmen Bambach, una delle maggiori esperte di Leonardo al mondo, spiegando il senso degli effetti di luce in una stanza altrimenti al buio che “accentuano la dimensione contemplativa”, mentre l’allestimento solenne, quasi come all’interno di una cappella, “rende omaggio alla tradizione dei funerali di grandi artisti italiani di cui usualmente una delle opere veniva esposta come parte integrante della commemorazione”.
    Ed e’ cosi’ che, con la possibilità’ di avvicinarsi a pochi centimetri di distanza dal dipinto la luce permette di vedere le tracce dei tagli subiti dal quadro dopo la morte del maestro e in alto a sinistra le tracce dell’impronta delle dita che distribuivano il colore sulla tavola. Leonardo, a differenza di altri contemporanei, scelse di rappresentare San Girolamo come mistico, non teologo. Il quadro, piu’ volte rimaneggiato in anni in cui le ricerche anatomiche di Leonardo cercavano di trovare la sede dell’anima umana, rimase incompiuto al momento della morte.
    Se l’attribuzione non e’ mai stata messa in dubbio, tanti misteri restano sulla storia del dipinto: non c’e’ un committente conosciuto e una delle ipotesi e’ che Leonardo, che comincio’ a lavorarci mentre era ancora a Milano ma tenne continuo’ a rimaneggiarlo nella vecchiaia, lo avesse creato per devozione personale. Il San Girolamo rimase con Leonardo fino alla morte ad Amboise in Francia il 2 maggio 1519, dopodiché se ne persero le tracce. In epoca imprecisata l’opera fu tagliata in vari pezzi, forse per ricavarne quelli di maggior valore commerciale. Fu poi acquistato verso la meta’ del Settecento dalla pittrice Angelica Kaufmann che all’epoca abitava a Roma.
    Leggenda vuole che sin primi dell’ottocento il cardinale Joseph Fesch, zio di Napoleone, trovo’ le varie parti in un negozio di antiquario e dal suo calzolaio e lo ricompose. Il quadro entro’ nel 1856 nelle collezioni del Vaticano.
   

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