Alberi caduti, possibile evitali con potatura e satelliti


DALLA potatura fatta con i giusti criteri alle mappe fornite dai satelliti, sono molte le tecnologie che permettono di controllare la salute degli alberi prima che diventino troppo fragili e pericolosi, come quelli abbattuti dal forte vento arrivati con quest’ultima perturbazione. “Ogni intervento sul verde non è un costo, ma un investimento sul futuro: non solo per evitare cadute ma anche per massimizzare i servizi ecosistemici dati dalla pianta, spesso non tenuti in considerazione”, spiega Carlo Calfapietra, direttore dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr (Iret-Cnr).

“La potatura ad esempi, è un intervento di manutenzione fondamentale, ma – aggiunge – deve essere fatta seguendo criteri molto precisi, altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione”. Tra gli strumenti che permettono di valutare lo stato di salute generale degli alberi ci sono “le immagini satellitari: una tecnica innovativa che si sta cominciando ad utilizzare solo in pochissime città come Barcellona, consentono di avere informazioni sulla chioma e sulle foglie”, osserva l’esperto. Altre tecniche si focalizzano sullo stato di salute del legno, importante per capire se c’è il rischio di caduta di rami a causa di malattie, e i georadar per le radici, che se non sono in buona salute possono determinare la caduta della pianta.

Il primo aspetto da considerare è la pianificazione: “ogni specie ha caratteristiche e rischi diversi e quindi andrebbero scelti gli alberi adatti a ogni zona, come strade o parchi. Il secondo aspetto essenziale – prosegue – è la manutenzione: una potatura fatta male potrebbe sbilanciare la chioma o introdurre malattie del legno che si scoprono solo quando l’albero cade”.

Lo stesso quadro emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat, secondo i quali “il verde urbano pubblico in Italia è aumentato del 3,7% in un quinquennio e ha raggiunto nei capoluoghi di provincia oltre 564 milioni di metri quadrati, che corrispondono ad una disponibilità media di 31,1 metri quadri per abitante”. Troppo spesso, però, rileva la Coldiretti, “vengono realizzate aree a verde senza un’adeguata scelta delle essenze più adatte a quel clima, terreno o a quella posizione, di dimensioni inadeguate o sesti di impianto e distanze dal pronto effetto ma problematiche per la manutenzione”.


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Mario Calabresi
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