All’Opera di Roma Abbagnato per Glass, nel sogno Dior – Cultura & Spettacoli


 Quando alla fine dal grigio polvere della scenografia astratta appare come in un sogno Eleonora Abbagnato, nell’abito Dior che è una nuvola di tulle appena rosa iridescente e finemente ricamato, il cerchio della ”Serata Philip Glass” si chiude in un passo a due che è un tripudio di grazia ed eleganza, in quella commovente aura di romanticismo, quando all’amore non servono le parole, che solo la danza, a volte, riesce a mettere in scena. Ma è solo la fine di un miracoloso contrappunto di arte, aperto dall’asimmetrico delirio di ‘Hearts ad arrows”, con la strepitosa lettura coreografica di Benjamin Millepied, un incalzare quasi tribale di figure ritmiche, con la contemporaneità raccontata dalle t-shirt a colori vivaci. Poi c’è la scomposizione da mosaico, tra esplosione di colore e rigore del bianco e nero, quasi un Mondrian in versione digitale, di ”Glass Pieces”, con la coreografia di Jerome Robbins che abita grandi spazi metropolitani rimandandone il composto delirio. Alla fine appunto arriva il nuovo ”Nuit Blanche’ (bellissima la coreografia del giovane Sebastien Bertaud), dove i costumi firmati da Maria Grazia Chiuri, direttore artistico di Christian Dior Couture, esplodono in una nuvola di leggerezza ed eleganza mozzafiato: tutù lunghi e amplissimi, scuri di un verde da foresta dimenticata e attraversati da sfumature pastello e tranci di fiori, che ai ballerini avvolgono i corpi statuari quasi ad abbracciarli nelle tute aderenti, monospalla. Dopo l’esperienza nel 2016 della Traviata, con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, al Teatro dell’Opera di Roma questa sera è andata in scena ancora una volta la perfetta armonia tra musica ed eleganza. Stavolta nell’omaggio a Philip Glass, travolgente compositore maestro del minimalismo americano. Fino al 2 aprile interpretato da 46 ballerini: con anche il guest artist Friedmann Vogel, e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, nell’esecuzione dell’orchestra così ben diretta da Carlo Donadio. Un insieme che esalta la creatività femminile, la bellezza in tutte le sue declinazioni anche nel mondanissimo parterre, dove si intravedono Isabella Ferrari, Nancy Brilli, Matilde Brandi, Laura Ravetto, Bebe Vio, Francesca Lo Schiavo, Giovanna Melandri e moltissime altre donne di fascino e carattere. Poi alla fine tutti in fila per rubare un selfie a quella che in fin dei conti sembra essere la star della serata, Chiara Ferragni nel suo bell’abito Dior di seta verde malva.
   

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