‘Altri sguardi’, il cinema oltre le sbarre: i film e gli artisti tornano a Rebibbia


“Paola, fammi un autografo così lo faccio avere a tutti i miei nipoti. Però sono tanti, scrivi ‘a tutti i nipoti di…’. Io sono l’unico a non avere figli, ma quando fai certe cazzate i figli è meglio se non li fai”. Un modo strano di chiedere un autografo a Paola Cortellesi ma non siamo fuori da un cinema o a un grande festival. Siamo all’interno del cinema-teatro dell’istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma ma grande, a suo modo, ‘Altri sguardi’ lo è perché è la rassegna che porta il cinema, con successo, all’interno del carcere, per i detenuti. E lo scorso 10 ottobre sono stati in tanti a chiacchierare, chiedere un autografo, fare uno scambio di battute con Paola Cortellesi, protagonista del primo incontro dedicato a Come un gatto in tangenziale insieme al regista – e marito – Riccardo Milani.


'Altri sguardi', il cinema oltre le sbarre: i film e gli artisti tornano a Rebibbia

La seconda edizione della rassegna promossa dall’associazione Mètide è in corso in queste settimane, andrà avanti fino alla metà di dicembre, in tutto cinque film in gara e altrettanti appuntamenti con autori e protagonisti, poi la conclusione con un film fuori concorso. Titoli selezionati in base alla capacità di intrattenere ma soprattutto utili per affrontare il dibattito, l’approfondimento di temi legati ai valori della società civile, all’integrazione, alla convivenza anche in situazioni in cui si fanno più evidenti le differenze e le criticità. I film vengono valutati da una giuria composta da una ventina di detenuti, a ogni proiezione-incontro partecipa una platea allargata a cento detenuti della sezione maschile.
 
A dar vita all’associazione e alla rassegna l’attrice Ilaria Spada, presidente e cofondatrice dell’associazione, con Raffaella Mangini; la consulenza scientifica è della psicoterapeuta Clementina Montezemolo, a Laura Delli Colli, presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici, il compito di selezionare i titoli, coordinare e moderare alcuni incontri. l’organizzazione è affidata a Susanna Maurandi. Una iniziativa che prende le mosse da un gruppo di donne coraggiose e “agguerrite” ma la vera anima sono loro, i detenuti, giovani e più maturi, italiani e stranieri, che partecipano e interagiscono con gli ospiti. E si fanno anche parte attiva nella realizzazione pratica degli incontri: chi si occupa del mixer audio, chi di sistemare il proiettore. Un progetto che ha l’obiettivo di dar vita a una riflessione sul reale per chi vive in uno straniamento che allontana del mondo esterno.
 
“E’ una bella occasione quella di poter parlare con una platea che ha un vissuto molto particolare e con un pubblico che, in questo momento, non so da quando e per quanto tempo, non può avere il contatto con la vita fuori. Mi fa piacere che il film sia stato uno spunto di divertimento e anche lo stimolo per una riflessione”, ha commentato Paola Cortellesi al termine dell’incontro che ha inaugurato la seconda edizione della rassegna. Molti i temi affrontati nella discussione seguìta al film, dall’integrazione alle criticità di chi vive nelle periferie, dal rapporto fra i genitori e i figli a quello fra i politici e i cittadini. I prossimi film in calendario sono Metti la nonna in freezer di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, A casa tutti bene di Gabriele Muccino, Io sono Tempesta di Daniele Luchetti, Quanto basta di Francesco Falaschi, infine Made in Italy di Luciano Ligabue, nella giornata conclusiva in cui sarà proclamato il vincitore.

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Mario Calabresi
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