Ambiente, “Degrado dei suoli colpisce 3,2 miliardi di persone”


IL degrado dei suoli è un problema globale. L’esperta Mariam Akhtar-Schuster, co-presidente della Science-policy Interface, la piattaforma della Convenzione Onu contro la desertificazione, lo ha detto chiaramente: “Gli stili di vita fondati su consumi elevati nelle economie più sviluppate e la crescita dei consumi nei paesi emergenti sono fattore chiave del degrado dei suoli a livello globale”.

Così alla vigilia delle celebrazioni della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione previste lunedì 17 giugno e che avranno il loro centro ad Ankara, l’esperta ha citato, durante un seminario sui “fenomeni connessi” come i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, gli ultimi dati delle Nazioni Unite.

“A subire le conseguenze del degrado dei suoli dovuto ad attività umane sono circa tre miliardi e 200 milioni di persone, quasi la metà della popolazione” ha spiegato Akhtar-Schuster. Convinta che “ridurre il degrado dei suoli aumenta la sicurezza alimentare e idrica, contribuisce all’adattamento ai cambiamenti climatici e può consentire di evitare conflitti e migrazioni”.

L’esperta ha evidenziato la necessità di guardare a questi problemi da una prospettiva ampia, anche geograficamente: “le scelte di consumo e i loro effetti sul degrado dei terreni spesso non si vedono a causa delle distanze che separano chi consuma da chi, invece, paga le conseguenze di quell’impoverimento”. La science-policy interface, l’organismo co-presieduto da akhtar-schuster, ha il compito di promuovere il dialogo tra ricercatori e dirigenti politici su desertificazione, degrado dei suoli e siccità.


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