Amnesty, 70 anni dalle convenzioni di Ginevra: “Un fallimento catastrofico”



ROMA – “In concomitanza del 70° anniversario delle Convenzioni di Ginevra, invitiamo le Nazioni Unite a porre fine al catastrofico fallimento che vede milioni di persone nel mondo prive di protezione e costantemente devastate dalle violazioni delle leggi di guerra”. Questo è quanto ha dichiarato Amnesty Italia in vista del dibattito che si terrà all’Onu il 23 maggio. 

Contro l’indifferenza del potere. L’ong punta il dito contro il costante incremento dell’indifferenza circa la tutela dei civili nelle zone di conflitto. “Il quadro complessivo è incredibilmente tetro – spiega Tirana Hassan, direttrice di Amnesty International per le risposte alle crisi –  Coloro che prendono parte ai conflitti uccidono e feriscono illegalmente e costringono milioni di persone alla fuga mentre i leader mondiali evitano di assumersi le responsabilità e voltano le spalle ai crimini di guerra e alle immense sofferenze prodotte”. Un’indifferenza di cui sono responsabili anche 4 dei 5 stati membri del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ovvero Russia, Usa, Francia e Gran Bretagna, mentre la Cina è colpevole di coprire i crimini di guerra e il possibile genocidio dei Rohingya in Myanmar. 

LA PETIZIONE

Siria e Yemen. Da otto anni sotto le bombe, la Siria è stato teatro di molteplici violazioni. L’ultima durante la riconquista di Raqqa ad opera della coalizione guidata dagli Usa che ha causato l’uccisione di almeno 1600 civili. Ad Aleppo, Idlib e altri siti teatro degli scontri sono state distrutte scuole, ospedali e altri target civili sono stati presi di mira da parte di Russia e truppe di Assad. Mentre in Yemen, la coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e sostenuta dalle armi occidentali, ha ucciso e ferito migliaia di civili mediante attacchi illegali e ha causato una delle peggiori crisi umanitarie mondiali.

Somalia. Un’altra delle più gravi crisi umanitarie e dei diritti umani è quella della Somalia, dove tutte le parti in conflitto – compresi gli Usa – violano il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto internazionale umanitario. “Nonostante l’aumento, da due anni a questa parte, degli attacchi aerei nella loro guerra segreta in Somalia – afferma il comunicato di Amnesty international –  gli Usa non hanno ammesso una singola vittima fino a quando non li abbiamo costretti a farlo”.

Gaza. A partire dal 2008, Israele ha ripetutamente colpito civili e obiettivi civili nelle operazioni militari a Gaza, causando grandi distruzioni e perdite di vite umane. Tra marzo 2018 e marzo 2019, le forze armate israeliane hanno usato la forza legale contro le manifestazioni dei palestinesi, uccidendo almeno 195 persone tra cui medici, giornalisti e minorenni. I gruppi armati palestinesi hanno lanciato razzi indiscriminati contro obiettivi civili nel sud d’Israele, causando molte vittime.

Sud Sudan. In Sud Sudan e in altri paesi, la violenza sessuale e di genere collegata ai conflitti ha raggiunto livelli scioccanti. Testimoni e vittime di una brutale offensiva condotta dalle forze governative tra aprile e luglio del 2018 nel nord del Sud Sudan hanno parlato di civili – compresi bambini, donne, anziani e disabili – uccisi, arsi vivi nelle loro abitazioni, appesi ad alberi e travi, stritolati da veicoli armati, braccati nelle zone paludose e nelle isole nei fiumi dove avevano cercato riparo.

Le colpe delle Nazioni Unite. Le stesse Nazioni Unite non sono senza macchia. In Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana e altrove, in molti casi i caschi blu non hanno saputo proteggere i civili dalla violenza mortale. Un problema particolarmente grave è rappresentato dallo sfruttamento sessuale: donne e ragazze vengono aggredite e stuprate proprio da coloro che dovrebbero difenderle. Nel corso dei conflitti non vengono risparmiate neanche le persone più vulnerabili come i bambini, gli anziani e le persone con disabilità: gruppi armati ed eserciti reclutano bambini e bambine soldato o compiono brutali attacchi contro coloro che sono meno in grado di fuggire durante i combattimenti.

Record degli sfollati. Nel 2018 l’Agenzia Onu per i rifugiati ha denunciato la cifra-record di 68,5 milioni di persone costrette a vivere fuori dalle loro terre a causa dei conflitti armati e di altre forme di violenza. “Settant’anni dopo le Convenzioni di Ginevra, quel numero di quasi 70 milioni di sfollati riflette il catastrofico fallimento dei leader mondiali rispetto alla protezione dei civili”, ha sottolineato Hassan.


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