ANSA/ Domino, la Cia e l’Isis secondo Brian De Palma – Film


(di Francesco Gallo)
(ANSA) – ROMA, 13 LUG – “Siamo americani, leggiamo le vostre
email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente
Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo
danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian
De Palma in sala l’11 luglio con la Eagle. Un thriller, in salsa
terroristica, con alcune zampate in puro stile De Palma, e
momenti, al contrario, più deboli. Un film verso cui lo stesso
regista di ‘Vestito per uccidere’ ha preso le distanze più
volte.
   
Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da due 2
ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una
sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan),
effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una
produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi,
olandesi e italiani.
   
Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo
suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un
lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la
lotta internazionale contro il terrorismo internazionale
dell’Isis.
   
Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex
(Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini
speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega
Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra
i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si
lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il
colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis.
   
Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla
capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire,
solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale
molto piu’ grande di loro. L’uomo a cui danno la caccia, il
radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata
protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero
pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay).
   
In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che
non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento,
il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo,
riprese chirurgiche e zoom impossibili.
   
Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di
Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella
della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in
Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.
   

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