>ANSA-LA STORIA/ Maria e Makis,delusi da Tsipras,stanchi dell’Ue – Cronaca


(ANSA) – ATENE, 7 LUG – Sono da poco passate le 9, ma
davanti ad una scuola elementare di Chalandri, un quartiere
storicamente di classe media fuori dal centro di Atene, che
ospita seggi elettorali, il sole picchia già implacabile. Si
avvicina una coppia sui trentacinque anni. Maria e Makis sono
entrambi ingegneri, e come per molti greci che si sono recati
alle urne – quando non hanno deciso per una giornata in spiaggia
– il sentimento predominante è la delusione.
   
“Lavoriamo tutti e due, e quasi non riusciamo ad arrivare a
fine mese – dice Makis, che sembra più un tedesco che un greco –
E’ chiaro che siamo delusi da Tsipras: ha detto che le cose
sarebbero andate meglio, ma invece sono solo peggiorate. E ad
essere sinceri siamo anche stanchi dell’Unione Europea, che
almeno per noi non rappresenta un aiuto, ma una continua
costrizione, sacrifici, tagli. A che serve così? Che ci stiamo a
fare?”.
   
Chiediamo a Maria se la pensa allo stesso modo. “I greci sono
naturalmente europeisti, la stessa parola Europa è di origine
greca. Ma questi anni ci hanno segnati, con la Germania che ci
ha trattati da imbroglioni e furbi che non vogliono lavorare. Io
lavoro dieci ore al giorno e non prendo certo uno stipendio di
lusso. Abbiamo due bambini, il mutuo, l’assicurazione medica.
   
Non mi sento davvero in colpa. Certo i nostri governi hanno
fatto cose molto negative, ma a pagare sono state le persone”.
   
Entrambi dicono di voler votare per Mitsotakis, anche se nel
2015 votarono per un partito di centrosinistra, Potami, che
questa volta non si presenta. “Non lo facciamo con particolare
entusiasmo. Ma ha promesso cose che ci piacciono, come dare
respiro alla classe media e far rinascere il settore privato,
che in questi anni è stato quasi azzerato. Tsipras ha fatto
anche cose buone, ma non per tutti i greci. Noi stiamo peggio”.
   
Dopo il voto ci mostrano le schede che non hanno usato: in
Grecia consegnano vari fogli, uno per partito con sopra stampata
la lista dei candidati. Si segna con una croce la propria
preferenza e si infila nelle urne di plastica, le altre restano
all’elettore, se non le butta nel cestino accanto agli
scrutatori. “C’è di tutto, dai comunisti puri ai nazisti –
sorride Maria – Noi speriamo che da queste elezioni venga fuori
un governo serio. Stabile, che faccia cose utili”.
E ora? “Abbiamo votato presto, ora ce ne andiamo al mare a
Glyfada”, e si avviano verso la macchina.(ANSA).
   

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