Apple compra Platoon, startup per scoprire talenti musicali


Apple va a caccia di talenti musicali. Senza sosta. La Mela ha acquisito Platoon, startup fondata da Denzyl Feigelson e Saul Klein, società che offre servizi digitali per far conoscere al pubblico musicisti e piccole etichette.

•ARTISTI EMERGENTI
Feigelson dovrebbe restare a capo della compagnia, che con tutta probabilità sarà utilizzata da Apple Music per individuare e scritturare artisti che non sono ancora entrati nell’orbita delle grandi case discografiche. Sul curriculum di Platoon tra i nomi degli artisti più celebri, scoperti nei suoi due anni di attività ci sono Billie Eilish, Stefflon Don e Jorja Smith (finiti poi sotto contratto con Interscope, Universal e Sony).
L’interesse dell’azienda di Cupertino per la startup non è del tutto inattesa. Feigelson ha lavorato in Apple per 15 anni, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di iTunes, ed è stato uno dei manager più stimati da Steve Jobs. Prima ancora aveva fondato “Artists Without A Label” (Awal), uno dei primi servizi che distribuiva i cd di artisti senza un contratto, gestiva i loro diritti d’autore e utilizzava le playlist digitali come strumento per promuovere le opere.

LEGGI- Apple Music: da Drake a Sfera Ebbasta, il meglio del 2018 in streaming?

•ANCHE ASAII
Platoon non è la prima esperienza dell’azienda nei confronti del mercato dei musicisti emergenti.  Già a ottobre aveva acquisito Asaii, una società che analizza i dati delle piattaforme musicali. È un’applicazione che raccoglie informazioni da servizi musicali e social media per orientare le scelte di marketing degli inserzionisti. Ma fa anche altro: scandaglia i dati per intercettare gli artisti emergenti. Una sorta di talent scout. Asaii afferma di porte scovare un talento “10 settimane o un anno” prima di chiunque altro, consentendo così di scoprire “il prossimo Justin Bieber”.
L’acquisizione di Platoon e Asaii potrebbe indicare che Apple Music non voglia limitarsi a essere una piattaforma di streaming. L’obietto sembra quello di diventare anche un produttore e distributore che (in parte) affranchi la Mela dalla dipendenza dalle grandi etichette discografiche.

LEGGI – Musica, Apple compra la startup che scova i talenti online


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/tecnologia/rss2.0.xml

Leave a Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi