Atalanta-Parma 3-0: autogol di Gagliolo e reti di Palomino e Mancini


BERGAMO – La seconda vittoria di fila, larghissima, dell’Atalanta, e la cinquina di domenica scorsa con il Chievo, ha un comune denominatore. Che è, all’oggi, un sollievo. Ma, in retrospettiva, un rimpianto. Stiamo parlando di Josip Ilicic, mai visto in condizioni migliori delle attuali con la maglia della Dea. Lo sloveno canta sotto la pioggia, offrendo una prestazione completa. Difende, cuce, tira, propizia il gol. Ecco, sì, gli manca solo la ciliegia sulla torta, ma a quella pensano gli altri. Il Parma fa la strada esattamente opposta, secondo stop di fila. Ma rimane in partita fino all’autolesionismo puro che spalanca la strada della goleada agli orobici. Un Parma che prova anche a tornare in partita, fino a che in campo c’è il suo “piccolo Ilicic”, un ispiratissimo Siligardi, forse indisciplinato tatticamente, talvolta. Ma capace di accendere l’attacco.

L’avvio sotto una pioggia debole conferma che il cielo sopra l’Atalanta, in campionato, si è rasserenato. Sotto la regia di Freuler, la squadra di Gasperini  conquista campo con precisione svizzera, il Parma evidentemente immaginava un avvio così e fa densità sulla trequarti, bene, in modo da chiudere ogni fazzoletto di campo. Alves guida bene la trincea, ma è la compattezza del centrocampo a far reggere la diga. Questo, nonostante un Ilicic in grandissimo spolvero, come a Verona, del resto. Lo sloveno mette alla prova i riflessi di Sepe e trova il portiere ospite più che pronto. Però, nella prima parte del tempo, si gioca a una porta sola. Il Parma è sereno. Si vede.


Atalanta-Parma 3-0: autogol di Gagliolo e reti di Palomino e Mancini

I giocatori dell’Atalanta festeggiano il gol del 3 a 0

Aspetta e punge, quando l’Atalanta, dopo la forte spinta iniziale, deve umanamente rifiatare. Guadagna campo la squadra ospite. Ma se Gasperini l’ha preparata perfettamente su Gervinho, sistematicamente ingabbiato, c’è una “strana coppia”, quella che non ti aspetti (Inglese è fermo ai box, e così anche Grassi), a mettere qualche pensiero alla squadra di casa. Due volte: la prima, l’ex Verona – che parte largo e poi fa le cose migliori accentrandosi da trequartista dietro le punte, inventa un traversone perfetto, per direzione e forza, invitando alla spizzicata telecomandata Ceravolo, sotto misura. Detto e fatto, la palla si perde di poco fuori. La seconda volta, a conclusione di un’insistita azione in area, con tanto di mischia (l’Atalanta è una delle squadre che ha subito più gol da palla inattiva e una certa apprensione è ancora ben presente), chiusa con un tranciante per il centravanti ospite che tenta un colpo di tacco su cui Berisha  è reattivo.

Se l’Atalanta quindi si fa nettamente preferire per pressione e possesso palla, il Parma ha avuto più lucidità in area di rigore. E’ possibile che Gasperini pensi a Zapata per Barrow, il centravanti fatto in casa parte bene, subito propositivo, ma poi si becca un paio di sgridate per aver cercato soluzioni personali e altrettanti tiri dalla distanza, perfettamente letti dal Parma. Degli ospiti piace anche il sacrificio e la lucidità nel scegliere la posizione e nel tessere i contrattacchi da parte di Rigoni. Insomma, a metà, lo 0 a 0 è giusto. Stona solo l’aridità di squadre che si affrontano palesemente puntando sulla forza delle idee.

La ripresa allora, mentre la pioggia insiste incessantemente, porta anche i gol. Prima dell’assolo nerazzurro, però, è onesto dire che il Parma mette i brividi con Toloi che toglie dal piede di Gervinho, con Berisha fuori causa, il pallone buono. Il brivido scuote la Dea che va a segno su errore difensivo emiliano, palla recuperata da De Roon, rigore in movimento di Ilicic respinto da Sepe sul corpo di Gagliolo e quindi in porta. Tre minuti dopo la migliore occasione per l’1 a 1, ma Barillà, in corsa, toglie dalla testa di Rigoni la migliore palla gol possibile, su pennellata del soliti Siligardi.
Prima della mezz’ora D’Aversa, un po’ a sorpresa, toglie Siligardi e mette Di Gaudio, quando tutti si aspettavano staffetta con un Gervinho invisibile. Gasperini ha invece inserito Zapata al posto di Barrow. Con maggiore spazio, l’Atalanta dilaga. Al 27′ su azione d’angolo, Mancini spizzica il pallone sul palo opposto e Palomino è pronto al tap in vincente. Il Var conferma la validità del gol (Abisso ha diretto molto bene).

Il Parma non morde più, mentre davanti a Sepe l’assalto continua senza freni. Al 35′, il giovane Mancini (ottima prova, non ha fatto rimpiangere Masiello, infortunato)  in spaccata, ancora su palla inattiva, scaraventa in rete il suo primo gol in serie A. Infine al 43′ Ilicic colpisce una traversa. E’ il coronamento di un pomeriggio da fuoriclasse, non c’è che da dire: bentornato!

Atalanta-Parma 3-0 (0-0)
ATALANTA (3-4-2-1): Berisha; Toloi, Palomino, Mancini; Hateboer, Freuler (dal 39′ s.t. Pasalic), De Roon, Gosens; Ilicic, Gomez (dal 38′ s.t. E. Rigoni); Barrow (dal 20′ s.t. Zapata). (Gollini, Rossi, Adnan, Bettella, Castagne, Djimsiti, Pessina, Valzania). All. Gasperini.
PARMA (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo, Gobbi; L. Rigoni, Stulac (dal 36′ s.t. Scozzarella), Barillà (dal 30′ s.t. Ciciretti); Siligardi (dal 23′ s.t. Di Gaudio), Ceravolo, Gervinho. (Frattali, Bagheria, Bastoni, Gazzola, Deiola, Biabiany, Sprocati). All. D’Aversa
ARBITRO: Abisso di Palermo.
MARCATORI: aut. Gagliolo (A) al 55′, Palomino (A) al 72′, Mancini all’80’.
NOTE: Ammoniti: Barillà e Gagliolo. Angoli: 6-6. Recupero 0 e 5′


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