Atletica, Tortu va veloce: “Punto alla finale ai Mondiali e a Tokyo 2020”



TORTU: “SODDISFATTO AL 99%, PUNTO A FINALE MONDIALI DOHA” – Primo italiano nella storia a scendere sotto i 10″ nei 100 metri (9″99 all’ultimo meeting di Madrid), Filippo Tortu riparte con nuova consapevolezza dopo il quinto posto a Berlino con il tempo di 10″08. “L’obiettivo è guardare a Tokyo 2020 e anche lì non sarebbe brutto provare ad arrivare in finale anche perché le Olimpiadi sono il sogno di ogni atleta che inizia e sicuramente è il mio. Quindi l’obiettivo è arrivare a Tokyo e dare il massimo – sottolinea lo sprinter che ha tolto il primato italiano sui 100 a Pietro Mennea – L’appuntamento principale nella prima parte dell’anno sono i mondiali di staffette in Giappone, da lì parte un lungo percorso fino a Doha. Questa stagione sarà molto lunga però non vedo l’ora di iniziare. Ho già voglia di gareggiare, di tornare in pista e soprattutto di iniziare a correre anche qualche 200. Quest’anno la stagione è finita nel migliore dei modi con qualche piccolissima delusione, però mi ritengo soddisfatto al 99%. L’obiettivo è quello di migliorarsi sia nei 100 che nei 200”.
 

TAMBERI: “PER IL 2019 PUNTO IN ALTO, PRETENDO MOLTO DA ME” – Chi invece gli Europei non li ha disputati ma punta dritto a Doha 2019 e Tokyo 2020 è Gianmarco Tamberi, certo di aver messo “una pietra sopra” all’infortunio alla caviglia sinistra che lo aveva bloccato poco prima delle Olimpiadi di Rio 2016. “Obiettivi per il 2019? Io punto in alto. Non mi piace essere arrogante, per il momento penso a perfezionare la tecnica e secondo me tante cose verranno, anche con un pizzico di fortuna. Secondo me però ci sarà da divertirsi – afferma l’altista azzurro, – Pretendo molto da me stesso, credo che in questo momento storico siamo tornati a un livello del salto in alto che non è quello degli ultimi quattro anni, che era impensabile. Nel 2016 eravamo in otto sopra i 2 metri e 35. Quest’anno, solo uno, oltre a uno squalificato per doping”. Dopo l’infortunio alla caviglia sinistra che lo aveva messo out per le Olimpiadi di Rio 2016 e la successiva mancata qualificazione alla finale dei Mondiali di Londra (saltando comunque a 2.29), per il marchigiano si chiude un 2018 all’insegna del riscatto in prospettiva dei Mondiali di Doha.

“Fisicamente sono ritornato ad essere un atleta – confessa Gimbo – ovvero uno che corre i 60 metri e rimbalza come prima dell’infortunio. Mi sono sentito di nuovo rigenerato e competitivo come prima. Poi ci è voluto abbastanza tempo per limare i difetti che mi portavo dietro dall’infortunio, ma ora posso dire che ci abbiamo messo una pietra sopra. Il prossimo anno sarà divertente”. Un occhio anche a Tokyo 2020, con la Iaaf che ha varato il nuovo sistema di qualificazione attraverso il ranking: “Credo sia una scelta azzeccata, è giusto che a un campionato del mondo si qualifichi chi dimostra di valere più volte quel tipo di competizione. Una semplice misura da saltare lasciava il tempo che trova. Chi segue l’atletica – conclude l’azzurro – sa che serve continuità delle misure, non solo il picco”.


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