Banco alimentare, oltre 36 tonnellate di prodotti donati in soli quattro mesi ai più bisognosi


ROMA – Un risultato davvero eccezionale, nato dalla collaborazione tra il Banco Alimentare e il brand Aldi, multinazionale attiva nel settore della grande distribuzione. Insieme, hanno donato, da luglio ad ottobre, più di 36 tonnellate di prodotti invenduti, ancora adatti al consumo, destinati alle persone meno fortunate.

Contro lo spreco di cibo. Di fronte ai dati nazionali – l’8,4% della popolazione italiana vive al di sotto della soglia di povertà, con differenze geografiche e regionali molto forti – Aldi ha deciso di sposare la battaglia contro lo spreco di cibo rispondendo ad un appello lanciato agli operatori della filiera alimentare nel giugno 2018 da Andrea Giussani, Presidente della Fondazione Banco Alimentare O.N.L.U.S.  “Attendiamo tutti risposte concrete e immediate – chiese Giussano –  passando da temi utili a una facile cattura del consenso a interventi sostenibili, costruiti con il confronto franco con chi opera quotidianamente sul campo”. L’attività di colletta alimentare fa parte del progetto di corporate social responsibility “Oggi per domani”, che vede il brand impegnato anche in altre attività a tutela del clima  tra cui “Io Riciclo!”, per sensibilizzare i clienti sul tema della raccolta dei rifiuti, e “Missione Im-Ballo”, per ridurre l’impatto ambientale in tema degli imballaggi.

L’appuntamento del 24 novembre. Giunta alla sua 22a edizione, la colletta di Banco Alimentare è diventata un evento per la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei clienti. Il 24 novembre, all’ingresso dei punti vendita ALDI (sono più di 5.900 distribuiti in 11 Paesi e 4 continenti), troverete i volontari della Fondazione  del Banco Alimentare, riconoscibili dalla pettorina gialla, che daranno ai clienti una shopper in cui riporre i prodotti richiesti: alimenti per l’infanzia, olio, legumi, tonno in scatola, pelati e sughi, riso e biscotti. Una volta effettuato il pagamento in cassa, la shopper dovrà essere consegnata ai volontari che  distribuiranno i prodotti donati tra le oltre ottomila strutture caritative con cui coopera dal 1989. Una rete capillare di strutture caritative – mense per i poveri, case d’accoglienza, centri di recupero, comunità per portatori di handicap, comunità per minori e ragazze madri, nonché enti dedicati al sostegno periodico di famiglie e anziani – a beneficio di più di 1,5 milioni di persone in difficoltà.

 


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Mario Calabresi
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