Baricco, il Game in cui siamo immersi – Libri


ALESSANDRO BARICCO, ”THE GAME” (EINAUDI, pp. 328 – 18,00 euro).
    Ricordate ”I barbari” di Alessandro Baricco, uscito nel 2006, che molti ancora pensano fosse una denuncia delle nuove generazioni digitali che stavano distruggendo la nostra millenaria cultura? Ecco ora l’autore scrive una sorta di sequel di quel libro, analizzando e ricostruendo la rivoluzione digitale come si è evoluta oggi da un punto di vista diverso e personale rispetto ai tanti critici e demonizzatori di questo mondo nuovo, tanto nuovo che non possiamo nemmeno dire come si trasformerà nei prossimi anni e che realtà culturale produrrà, anche se Baricco di prova con tutti i se e i ma inevitabili di chi affronta una spettacolare civiltà diversa e che assomiglia, alla base, a un videogioco, un game appunto.
    Un libro più unico che raro e con un suo gran fascino per il linguaggio che usa, il tono da conversazione in cui si mette ironicamente in gioco in prima persona cercando di spiegare con semplicità, ma con riferimenti storico tecnici, e assieme di interrogare e discutere i dati reali con sapienza umanistica e umana curiosità. Non si poteva e non si può per lui denunciare la sparizione dei congiuntivi e il degrado della lingua di un giovane, senza tener conto che questi ha visto trenta volta i film che alla sua età aveva visto suo padre. Dal 2006 intanto ”la narrazione collettiva è cambiata…. oggi la maggioranza degli umani occidentali ha accettato il fatto che sta vivendo una sorta di rivoluzione, sicuramente tecnica, forse mentale, che è destinata a cambiare quasi tutti i suoi gensti, probabilmente anche le sue priorità, e in definitiva l’idea stessa di cosa debba essere l’esperienza…. In vent’anni la rivoluzione è andata a annidarsi nella normalità”, nel quotidiano. A sostenere ogni discorso, ogni elenco di paure (di una metamorfosi antropologica, di un’incapacità a sopportare e confrontarsi con la realtà, della superficialità), di interrogativi, cui, se fossimo capaci di rispondere, ”ci ritroveremmo nelle mani l’indice della nostra rivoluzione….    perchè la mappa di ciò che stiamo combinando è disegnata nel rovescio delle nostre paure”, Baricco ripercorre cronologicamente genesi, tappe e trasformazioni della rivoluzione digitale, spiegandocela.
    Si va da un giochino nel 1978, Space Invaders, e si arriva oggi, alla Brexit e al rapporto del Movimento 5 Stelle col web e l’affacciarsi della vita politica nel Game, insegnandoci che i partiti novecenteschi sono destinati a perdere contro qualsiasi soggetto politico più fluido e che il Game non è solo tecnica e razionalità, ma ha anche una pancia, una pozza gastrica irrazionale.
    Siamo diventati quelli di ”UomoTastieraSchermo”, quelli per i quali il campo giochi è più complesso e prevede due cuori, due generatori di realtà, il mondo e l’oltremondo, e coglie il momento in cui, seduti nel primo, viaggiamo nel secondo. la nostra esperienza passa attraverso una macchina, ma quel che facciamo fatica a capire con la nostra cultura novecentesca e che uno smartphone non media, ma è per i nativi digitali (e talvolta non solo) un’estensione del loro io. e dobbiamo avere la coscienza che ”non viviamo in un società nata per caso, perché c’è una genesi che possiamo ricostruire, e Baricco lo fa per noi, e una direzione che ha una logica: abbiamo una Storia e siamo una Storia, ”di ribellione”.
    Pensiamo sempre a un mondo migliore, ma questo sarà tanto diverso che a noi risulterà davvero molto difficile dire se lo sia o sia peggiore.
    Un libro molto ricco. Un continuo ricostruire e notare e riflettere, ponendosi domande, cercando di rispondere a paure e interrogativi che sono nostri, di chi non è nato digitale, ma di farlo identificando possibili parametri nuovi, appunto dall’interno del Game. Il che ci sfida e ci spinge a leggere queste pagine di coinvolgente intelligenza sino alla fine, sino ai capitoli su quel che resta della verità (”Il game è troppo instabile, dinamico e aperto per essere un habitat gradito a un animale sedentario, lento e solenne come la verità”), su quel che resta dell’arte (le arti come copie del mondo generate in linguaggi riservati a pochi a confronto dell’oltremondo aperto a tutti, e i frutti possibili del loro incontro), per finire con 25 tesi sul Game e quel che resta da fare. Tutto ciò sapendo che stiamo parlando di un mondo ancora in movimento in cui accadranno cosa per ora poco prevedibili (Intelligenza artificiale: ”il nome di una svolta. di un nuovo passaggio tecnologico, forse addirittura di un nuovo orizzonte mentale”) cui Baricco ci dice che penserà tra dieci anni, quando scriverà la terza parte della saga dei Barbari.
   




https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cultura_rss.xml

Leave a Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi