Barlocco (Samsung): “L’intelligenza artificiale trasformerà i nostri dispositivi”


ROMA – Il mercato natalizio degli smartphone è in ebollizione e sono moltissimi i nuovi prodotti presentati dalle aziende per conquistare un mercato che è sempre in evoluzione. “Si, tutto sta cambiando ancora”, dice Carlo Barlocco presidente di Samsung Italia, “oggi c’è un mercato spaccato in due, uno aspirazionale dove il marchio la fa da padrone, e uno per così dire “pratico” dove contano ancora le caratteristiche e le funzioni. Il bello è che queste due metà della mela spesso si incrociano e allo stesso tempo si sono incrociati gli interessi delle aziende. Sia nell’alto di gamma, dove ancora ci sono Apple e Samsung che hanno ampie quote di mercato, sia nella fascia media, che cresce per l’ampia offerta di device di qualità e anche perché Apple ha ha deciso di aggredirla, in un modo che può fare solo lei, con telefoni vecchi di due tre anni, vista la forza del marchio. Perché c’è chi preferisce il telefono di marca a dispetto delle performance, distanti anni luce da quelle di prodotti nuovi dello stesso prezzo come quelli di Samsung”.
 
Quasi tutte le aziende puntano sui prodotti top di gamma. Anche per Samsung la fascia bassa dei prodotti sembra essere meno interessante.
“Si, è una fascia dove con quello che richiede la vita e la connettività, macchine performanti, schermi grandi, i prodotti a basso costo fanno fatica ad essere d’appeal. Abbiamo deciso un cambiamento di rotta, niente smartphone sotto ai duecento euro, priorità assoluta ai prodotti flagship e spinta sul brand in maniera trasversale, sulla connettività con televisori, frigoriferi, elettrodomestici, perché il consumatore diventa sempre più esperto ed esigente. In questi anni abbiamo introdotto le innovazioni prima sulla serie S e poi sulla serie A, questa volta è la serie A con i due nuovi smartphone A7 e A9 a proporre della vera innovazione tecnologica: due telefoni 7 con tripla fotocamera, e una novità assoluta sulla 9, con le sue 4 fotocamere, che non sono le perle di una collana ma hanno tutte una loro funzione specifica. E abbiamo portato Samsung Pay anche sui telefoni di costo minore. Abbiamo fatto passi da gigante sul top di gamma, ma vogliamo che Samsung resti un marchio popolare”.
 
Le aziende hanno fatto innovazione in tutti i campi e adesso quello sul quale si confrontano maggiormente è quello dell’intelligenza artificiale, dove tutti hanno proposte diverse
“Oggi non credo sia ancora un motivo di acquisto, se lo è è per una nicchia, il vero passo avanti si avrà con l’integrazione: noi lanceremo a dicembre l’assistente virtuale Bixby 2, che andrà su tv e elettrodomestici, nel prossimo anno diventerà la guida non solo delle attività dello smartphone, ma lo trasformerà nel ‘cervello’ di quello che abbiamo attorno”.  
 
L’AI porterà ad un uso diverso dello smartphone?
“Si, ma non solo dello smartphone. L’uso dei comandi vocali su una serie di device connessi permetterà azioni che prima si facevano in maniera analogica. A partire dall’anno prossimo si percepiranno meglio le possibilità di questa tecnologia, perché gli utenti la vedranno concretizzata, attraverso azioni che diventeranno davvero automatiche o digitali. Oggi poca gente sa cos’è davvero e poca capisce perché è importante avere processori di tipo, forza, stabilità e sufficiente potenza di calcolo, per gestire un numero di informazioni adatta all’AI. C’è ancora confusione, tra l’IT e l’AI, perché non è ancora fruibile quello a cui l’AI può portare. Dal 2020 ci saranno solo device connessi”.
 
La sicurezza, con tutti i device connessi, sarà quindi sempre più importante.
“Certamente, ed è uno dei nostri impegni più importanti. Attualmente pensiamo di avere un livello di affidabilità moto buono, ma sappiamo che dobbiamo sempre migliorare. Oggi si vede tutti I giorni sui giornali, ad ogni livello della nostra vita privata e professionale, il problema della sicurezza dei dati è importantissimo. Noi abbiamo la presunzione di essere un vendor affidabile, vediamo quello che succede nel mondo, sappiamo che qualsiasi ecosistema digitale è un potenziale accesso, anche smartwatch e smartphone possono avere punti di accesso che possono mettere a rischi la privacy, la sicurezza aziendale o quella del Paese. Noi puntiamo sulla sicurezza, i nostri prodotti nascono sicuri, non sono solo all’avanguardia tecnologica. Qualche settimana fa abbiamo lanciato un programma, invitando i nostri clienti al mese della sicurezza, nei punti vendita, per fare un check up al proprio smartphone, con controlli specifici, antivirus, creando un manuale per fare in modo che il device sia sempre aggiornato e quindi sicuro. Spingiamo molto su Knox che abbiamo a bordo, ma abbiamo altri strumenti come il Samsung Pass, che ci consente di non usare più id e password per accedere a un sito ma di usare l’impronta digitale, che nessuno può mai rubarci”.

 


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Mario Calabresi
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