Bastano 2500 dollari per avere un funerale nello Spazio


CI SIAMO praticamente abituati a Space X che spedisce cose, più o meno bizzarre, nello Spazio. Oltre a piazzare satelliti in orbita e far da taxi per cargo diretti verso la Stazione spaziale – con il programma nel prossimo futuro di traghettare lassù anche astronauti per conto della Nasa – Space X la ricordiamo anche per aver spedito una macchina dalle parti di Marte sulle note di David Bowie, per esempio. Lunedì invece è stata la volta di ceneri spaziali, con i resti di circa un centinaio di defunti spediti nello Spazio.
 
Nel comunicato ufficiale relativo al lancio non si fa menzione dei carichi speciali a bordo del razzo Falcon 9. Si parla unicamente delle caratteristiche quantitative della missione Spaceflight SSO-A: SmallSat Express partita dalla Vandenberg Air Force Base, California e gestita dall’azienda Spaceflight. Con 64 carichi, scrivono dall’azienda di Musk, quella partita lunedì è diventata la più grande missione rideshare (quella con più carichi su un singolo razzo) partita da suolo americano (il record assoluto, ricordano da Space.com, spetta all’indiano Polar Satellite Launch Vehicle che a inizio 2017 spedì in una sola volta in orbita 104 satelliti).
 

Tra i 64 carichi spediti nell’orbita bassa terrestre, provenienti da istituzioni, startup, università e scuole (come l’European Student Earth Orbiter dell’Esa per l’osservazione della Terra, nato da una collaborazione tra l’agenzia spaziale e il mondo accademico), anche vecchie conoscenze. Ha preso il volo lunedì –  e il suo ideatore Trevor Plagen lo ha confermato dal suo account su Twitter  –   anche Orbital Reflector, la scultura pensata per brillare come una stella, una volta dispiegata nello spazio (prima infatti rimarrà impacchettata nel suo CubeSat, un piccolo satellite). Plagen sarà certo lieto di dare aggiornamenti.
 
A fianco della scultura spaziale ha poi trovato posto anche Star II della Elysium Space, una navicella commemorativa. A bordo infatti porta i resti in cenere di circa cento persone (una porzione simbolica, precisano dal sito), per cui parenti e amici hanno scelto questa sorta di funerale. La Elysium Space aveva già tentato qualcosa di analogo in passato, ma la missione Star I non riuscì a raggiungere la destinazione programmata, come avvenuto adesso invece per Star II, secondo quanto annunciato dalla pagina Facebook della startup di San Francisco.

Costo del servizio: poco meno di 2500 dollari. Quattro volte tanto invece se le ambizioni celesti si spingono più in là, verso la Luna: il servizio Lunar Memorial dell’azienda promette infatti di spedire una porzione dei resti dei propri cari direttamente sulla superficie lunare per circa 10 mila dollari. Impresa che la Elysium Space tenterà di portare a casa, pardon sulla Luna, grazie alla partnership con l’azienda Astrobotic, tra le aziende che dovrebbero collaborare al ritorno della Nasa sul nostro satellite. Malgrado il claim alquanto poetico – “invece di rimanere in reminiscenza a guardare in basso sulla Terra, possiamo alzare gli occhi verso le meraviglie del cielo notturno, sapendo che i nostri cari sono sempre con noi” – non è la prima volta per i funerali spaziali. Il business si era aperto più di dieci anni fa, ma ha continuato ad avere un certo fascino. E continua ad averlo se si parla anche di funerali e cimiteri lunari.

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Mario Calabresi
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