Bologna-Spal 1-0: Dall’Ara abbraccia Mihajlovic, Soriano lo fa esultare al 93′



BOLOGNA – Con sofferenza. Come vuole questo inizio di stagione. Non solo calcisticamente parlando. Con sofferenza, ma con ostinazione, il Bologna vince il derby con la Spal all’ultimo respiro. E’ l’ottava sinfonia rossoblù di Sinisa Mihajlovic (otto vittorie di fila in casa, dalla stagione passata a oggi, qui, mancavano da 17 anni) che c’è ma non può stare con i suoi ragazzi, esce prima della fine, così come ringrazia Kurtic ma non gli può stringere la mano che lo sloveno gli tende. Con sofferenza, all’ultimo assalto, arrivano tre punti densi di significato. Perché il Bologna ha recepito lo spirito del suo condottiero, impegnato in ben altra partita.

La Spal per più di un’ora tiene bene, sia pure costretta a difendersi, resiste. La diga cede nell’ultimo quarto d’ora, quando le occasioni per il Bologna – cui viene negato un clamoroso rigore (un mani di Cionek su Sansone che Di Bello va pure a vedere al Var) – fioccano copiose. E fioccano per il calo difensivo ospite, evidente, ma anche per l’ostinazione rossoblù, che cresce esponenzialmente con Orsolini, dopo che anche Sansone ha fatto il diavolo a quattro. E’ in mezzo che il Bologna non trova il guizzo. Con Roberto Soriano che calcia sulla traversa un pallone che Orsolini gli offre su un piatto d’argento, tirando col peso del corpo all’indietro sulla traversa, poi di testa, svettando su un traversone dello stesso Sansone, con Berisha che si distende.  E ancora con Orsolini che arriva in corsa su un cross e tira addosso al portiere albanese.

La Spal si difende ma punge in contropiede. Skorupski toglie dall’angolino un colpo di testa velenoso di Kurtic. La porta sembra stregata, ma il Bologna ripaga il tecnico con la stessa combattività. E dopo che Santander viene fermato nella sua esultanza da un fuorigioco (evidente), nel recupero arriva il gol che fa esplodere lo stadio. Cross di Orsolini morbido morbido (strepitosa la ripresa dell’ascolano) e incornta angolatissima di Soriano che si scrolla di dosso le responsabilità dei gol mancati. E’ così che Bologna festeggia il ritorno alla vita normale del suo allenatore che, dopo la sorpresa di verona, ora siede in panchina e guida gli allenamenti con l’ok medico. Così, il prologo è scontato. E toccante. L’abbraccio che i venticinquemila del Dall’Ara riservano a Sinisa Mihajlovic (compresi i 4000 tifosi ospiti) dà i brividi. Lui ha una cuffia sulla testa, sfoggia la maglietta grigia di ordinanza, i pantaloni della tuta: ringrazia e si batte la mano sul cuore.

Il copione – per chi ha seguito il Bologna a Verona – è lo stesso. Cambiano stavolta gli interpreti, Mihajlovic sceglie Destro al centro dell’attacco e propone Medel, appena arrivato, anche perché Kingsley si è fatto male alla vigilia. Cambiano gli attori, rispetto alla prima, ma il copione è lo stesso. Il Bologna gioca con tanta intensità, la Spal si difende con una certa apprensione ma non rischia quasi nulla. Quando i rossoblù rifiatano, le riproposte estensi sono da brivido. Soprattutto perché Dijks fatica a tenere D’Alessandro, sulla fascia destra. Il Bologna insomma, attacca a oltranza, ma manca ai rossoblù la giocata di qualità negli ultimi metri. Là dove Sansone, Orsolini, lo stesso Destro, sono ostinati, manca qualità da Soriano. L’occasione viene da un angolo su cui svetta quel Tomyasu che, sulla destra, conferma la bella impressione che ha dato al debutto nel nostro calcio. Il giapponese ha intraprendenza, giocate, lucidità e condizione.

La chance migliore finisce sul piede di Orsolini, che si presenta davanti a Berisha ma gli calcia addosso. Medel ultimo arrivato dà solidità centrale alla cerniera difensiva rossoblù, ma è sui lati che si rischia di franare. Un cross di D’Alessandro crea scompiglio davanti a Skorupski, c’è un contatto tra Valoti e Poli, tutto regolare. Skorupski non deve mai intervenire, vede un destro in fine tempo di Petagna sorvolare di poco la trasversale. Zero a zero al riposo, con molta combattività centrale ma poco filtro. La sorte però ha deciso di premiare il finale, quello di chi si batte per vincere fino all’ultimo respiro.

Bologna (4-2-3-1): Skorupski, Tomiyasu, Danilo, Denswil, Dijks, Poli (26′ st Dzemaili), Medel (36′ st Palacio), Orsolini, Soriano, Sansone, Destro (17′ st Santander). All.: Mihajlovic.
Spal (3-5-2): Berisha, Cionek, Vicari, Felipe, D’Alessandro, Valoti (19′ st Valdifiori), Missiroli, Kurtic, Igor (38′ st Tomovic), Di Francesco (36′ st Floccari), Petagna. All.: Semplici.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Reti: nel st 48′ Soriano.
NOTE: Angoli: 11-2 per il Bologna. Recupero: 1′ e 8′. Ammoniti: Danilo, Missiroli, Medel e Igor per gioco scorretto, Santander per comportamento non regolamentare. 
 


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