Calciopoli toscana, a Prato chiesto il processo per l’ex arbitro Trefoloni e altri 18


La procura di Prato ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex arbitro di Serie A Matteo Trefoloni e altri 18 imputati in una maxi inchiesta, definita “Calciopoli toscana”,  che si è mossa su tre filoni: la tratta di baby calciatori dall’Africa, la combine di alcuni incontri del campionato di eccellenza 2016/2017 e i lavori allo stadio Lungobisenzio di Prato. L’arbitro Trefoloni rischia ora il processo con l’accusa di frode sportiva nel ruolo di presidente del comitato regionale arbitri della Toscana.

Secondo l’accusa dei pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli avrebbe preso accordi con l’ex patron della Sestese Filippo Giusti (che ha patteggiato) e con Fabio Bresci, vicepresidente della Lega nazionale dilettanti, per designare un arbitro, Federico Masilunas, che avrebbe dovuto favorire la Sestese nello spareggio play out contro la Nuova Chiusi. Tra gli indagati per il filone delle combine anche calciatori, allenatori e direttori sportivi.

Altri sette indagati dovranno rispondere di immigrazione clandestina di giovani calciatori arrivati dalla Costa d’Avorio in Italia con il pretesto di partecipare a stage sportivi. Tra gli indagati il patron del Prato Paolo Toccafondi, accusato di aver favorito l’ingresso illegale in Italia dei minori, di falsi e abuso d’ufficio. Tra i giovani arrivati anche Kouakou Christian Michael Kouame, che ora gioca nel Genoa.

Per il filone sui lavori allo stadio la procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex dirigente dei comuni pubblici del Comune di Prato. Stralciate alcune posizioni di indagati che hanno chiesto il patteggiamento.

 


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