Cartoons on the Bay tra Carica 101, Plympton e Ocelot – Cultura & Spettacoli


Palazzo Carignano che da due giorni è il cuore pulsante dell’animazione italiana e internazionale con Cartoons on The Bay, il festival promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, si è tinta delle macchie dei deliziosi cuccioli dalmata di 101 Dalmatian Street. A Torino la Disney ha presentato i nuovi episodi della serie che si ispira al romanzo del ’56 di Dodie Smith e al classico film del ’61 di Walt Disney La carica dei 101, la cui prima parte è andata in onda su Disney Channel a marzo.

Ma al festival sono arrivati anche due “mostri sacri” dell’animazione, quasi coetanei ma difficile immaginare due personaggi più diversi. Da una parte il vulcanico Bill Plympton, il più importante artista dell’animazione indipendente Usa, due volte candidato all’Oscar per i suoi cortometraggi e anche tra gli animatori dei Simpson che confessa: “Ho proposto una gag su un personaggio Donald Trump che insegue Marge in casa cercando di sedurla ma perfino loro mi hanno detto di no…”. E racconta come per la sua caustica serie Trump Bites, andata sul sito del New York Times e vista da milioni di persone, abbia ricevuto pesantissimi insulti e gravi minacce: “Ho capito che molti di questi in realtà sono dei bot russi (perché l’inglese non è buono per niente) ma è veramente una cosa preoccupante anche perché ho una moglie e un figlio piccolo. Ma non intendo fermarmi e continuerò a farlo”.

    Nel pomeriggio arriva poi Michele Ocelot, papà di Kirikù e della strega Karabà, con il suo nuovo lungometraggio di animazione Dililì a Parigi, che ha già vinto un premio Cesar e che arriva nelle sale italiane dal 24 aprile con Movies Inspired e Bim. E il suo è un appello davvero attuale in un Paese come il nostro, tormentato dalla piaga dei femminicidi. “Le cifre – dice – sono davvero impressionanti. Ci sono più donne uccise dai partner che dalle guerre. In Francia succede ogni due giorni ma anche in Italia. E ci sono Paesi in cui a uccidere sono anche i padri, i fratelli e addirittura i figli. Ed è una cosa che riguarda non solo le adulte ma anche le bambine”.

Infine a Torino ci si confronta anche con le tv estere (oltre alla Rai, c’erano France Télévisions, Bbc e la tv svedese) su cosa guardano i ragazzi nativi digitali con l’obiettivo di abbattere la discriminazione di genere e creare un prodotto locale che sia al tempo stesso esportabile sul mercato internazionale e sulle nuove piattaforme digitali. “L’animazione deve essere internazionale” dice Pierre Siracusa, responsabile del Dipartimento Animazione, Bambini e Ragazzi di France Télévisions, “ma l’Europa deve creare un modello capace di tenere testa al dominio Usa”. “Credo ci sarà la necessità di prodotti più adulti, perché il gusto dei bambini sta crescendo” prevede il direttore di Rai Ragazzi Luca Milano, che afferma di voler rinforzare il settore “educational” e ribadisce l’importanza della coproduzione: “Generare un contenuto circolare con produzioni multilocali è di vitale importanza per tutti, anche per il settore dell’animazione”.
   

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