Cina, pazza idea: una luna artificiale per illuminare una metropoli



PECHINO – Se la vecchia luna non basta a illuminare le strade, perché non mandarne in orbita un’altra? Una artificiale e più potente, così brillante da rendere superflue le luci dei lampioni durante la notte. La fantascientifica idea, secondo il Quotidiano del Popolo, sarebbe venuta alla metropoli di Chengdu, capitale della provincia cinese del Sichuan. E la cosa ancora più fantascientifica, secondo chi ci sta lavorando, è che il mega satellite riflettente sarebbe pronto per andare in orbita nel 2020. Ad annunciarlo è stato Wu Chunfeng, presidente dell’Istituto di ricerca sulla scienza e la tecnologia dell’aerospazio della città, durante una conferenza sull’innovazione tenutasi la scorsa settimana. I test sono iniziati già molti anni fa, ha spiegato, e ora la tecnologia sarebbe matura.

Il condizionale è d’obbligo vista la portata del progetto. La notizia non è stata ripresa da nessun altro media cinese, strano visto il tradizionale rimpallo tra i quotidiani di regime degli annunci sulle conquiste tecnologiche cinesi. Raggiunto da Repubblica, il centro di ricerca si è trincerato dietro un “no comment” assoluto, senza confermare o smentire l’esistenza del piano. Il settore aerospaziale in Cina cade sotto l’autorità dell’esercito, con conseguente livello di segretezza. Ma non si può escludere neppure l’ipotesi che Wu sia un funzionario locale desideroso di fare pubblicità al suo centro, esagerando la portata e lo stato di avanzamento del progetto. Bisogna tenersi i dubbi, e le poche informazioni contenute nell’articolo del Quotidiano del Popolo: la “luna artificiale” sarebbe in grado di illuminare un’area compresa tra i 10 e gli 80 chilometri di diametro, con un livello di precisione di alcune dozzine di metri e una potenza otto volte superiore a quella del suo modello naturale. Abbastanza per sostituire l’illuminazione elettrica.

C’è chi obietta che una luce di quel tipo altererebbe i bioritmi di uomini e animali, ma secondo Il Quotidiano del Popolo più che di un fascio si tratterebbe di un alone luminoso. Manca ogni altro tipo di dettaglio tecnico, e una ricerca di archivio sui quotidiani cinesi non ha rivelato precedenti riferimenti alla luna artificiale.

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Mario Calabresi
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