Cinema: Dililì a Parigi, in sala nuovo capolavoro Ocelot – Film


(di Cinzia Conti) (ANSA) – ROMA, 15 APR – Da Michel Ocelot,
papa’ di Kiriku’ e della strega Karaba’, Pulcinella Award alla
carriera all’ultimo Cartoons on the bay, arriva in sala il nuovo
lungometraggio di animazione “Dilili’ a Parigi”, che ha gia’
vinto un premio Cesar e in uscita dal 24 aprile con Movies
Inspired e Bim.
   
“Ho scelto di ambientarlo nella Parigi della Belle Epoque –
spiega il maestro dell’animazione- perche’ era un’epoca bella,
uno degli ultimi periodi in cui le donne erano solite indossare
abiti lunghi fino a terra che le facevano sembrare principesse,
regine e fate. E poi e’ stato il momento i cui le donne hanno
cominciato a poco ad abbattere alcune barriere che le separavano
da maschi: incontriamo la prima donna avvocato, la prima
dottoressa, la prima studentessa d’universita’, la prima autista
di taxi. Ma l’ho scelto anche per il contrasto tra la
civilizzazione dell’Occidente e la stupidita’ della violenza, in
questo caso quella degli uomini sulle donne”.
   
Dilili’ e’ una bambina di papa’ kanak (Nuova Caledonia) e
mamma francese. “La mia pelle e’ troppo chiara per i kanak e
troppo scura per i francesi” dice a inizio film spiegando la sua
condizione. “Dilili’ – dice Ocelot – fa una collezione di
“orrori” diversi”. Oltre al razzismo di cui e’ vittima da
entrambe le parti si trova alle prese con una serie di rapimenti
misteriosi effettuati da una sorta di setta, i Maschi Maestri,
in cui sono coinvolte alcune bambine. Risolvera’ il caso grazie
all’aiuto di un fattorino e di una serie di personaggi
straordinari che incontra (Marie Curie, la marchesa Casati,
Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso solo
per citarne alcuni)”.
   
Riguardo al suo primo successo internazionale Ocelot
sottolinea: “Anche con Kiriku’ c’era lo stesso tema. La strega
Karaba’ era cosi’ cattiva perche’ aveva subito la violenza
maschile. La storia di Dilili’ e’ ambientata a Parigi che rende
tutto piu’ reale. La protagonista e’ coetanea di Kiriku’ ma piu’
consapevole. Ha gia’ sofferto nella sua vita. Il film parte con
Dilili’ che arriva a Parigi per esibirsi nel cosiddetto Zoo
Umano dell’Expo. Io sono convinto che anche le chiacchiere da
bar possono far male. Ma, non e’ utopia, la storia puo’
cambiare”.
   

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