Cinema: Gabbianella e gatto, la bellezza della diversità – Film


(di Alessandra Magliaro)
(ANSA) – ROMA, 21 MAR – Un gabbiano e un gatto, il bestseller
mondiale del cileno Luis Sepulveda e la poesia di Enzo D’Alò:
giusto 20 anni fa La Gabbianella e il Gatto al cinema fu uno di
quei film spartiacque. Un film d’animazione italiano che in un
tipo di industria dominata dalla Disney creò le file fuori ai
cinema ed è ancora il maggiore incasso made in Italy. Uscì per
le feste di Natale e fu una rivelazione, incassando oltre 20
miliardi delle vecchie lire. C’è da festeggiare un anniversario
importante: per questo torna in sala il 21, 22, 23 e 24 marzo in
200 copie distribuito da CG Entertainment in collaborazione con
RTI, Infinity e con ECI Consorzio Esercenti Cinema, per quei
bambini che non erano nati, ma che certamente, nonostante
tecnologia, stile grafico, effetti speciali siano ora ben
diversi, potranno innamorarsene.
   
La storia è di un’attualità sconcertante. Racconta di
Kengah, una gabbiana avvelenata da una macchia di petrolio nel
mare del nord, che riesce ad affidare in punto di morte il
proprio uovo al gatto Zorba (la voce è di Carlo Verdone),
strappandogli tre promesse: quelle di non mangiare l’uovo, di
averne cura finché non si schiuderà e di insegnare a volare al
nascituro. La gabbianella orfana viene battezzata Fortunata e si
trova di fronte uno strano compito: quello di imparare a
conoscersi e capire di non essere un gatto, prima di imparare a
volare. Al fianco degli amici felini, Colonnello, Segretario,
Diderot, il giovane Pallino e ovviamente Zorba, Fortunata si
troverà a dovere fronteggiare il pericolo rappresentato dai
ratti che aspettano l’occasione di prendere il potere e
proclamare l’avvento del Grande Topo (voce di Antonio Albanese).
   
Lo stesso Sepulveda (il suo Storia di una Gabbianella e del
Gatto che le insegnò a volare è stato tradotto in 12 lingue) è
la voce narrante.
   
“Era un libro per tutti e il film ancora di più – disse
giusto 20 anni fa il regista napoletano Enzo D’Alò, presentando
il film alla Mostra del cinema di Venezia – Si tratta di una
grandissima metafora sul problema della diversità, sempre più
centrale nella nostra società”. Il budget della produzione di
Cecchi Gori fu straordinario: 10 miliardi ma si videro tutti:
200 artisti e tecnici crearono 1.200 scenografie, 220 mila i
disegni necessari per animare i 75 minuti del cartoon. La
sceneggiatura di D’Alò e Umberto Marino ebbe l’approvazione
dello stesso Sepulveda.
   
Erano gli anni in cui il cinema d’animazione italiano,
grazie alla torinese Lanterna Magica, faceva sperare in una
riscossa: c’era stata la Freccia Azzurra a dare l’input e poi La
Gabbianella e il Gatto, film di successo, grazie anche a
investimenti importanti. Ora, dopo anni meno felici per il
settore, di nuovo ci sono bagliori di luce, grazie alla scuola
napoletana Mad che nel 2013 ha dato vita al piccolo gioiello
dell’Arte della Felicità, seguito da Gatta Cenerentola (2017).
   

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