Cinema: Leigh, Brexit è disastro se democrazia non funziona – Film


(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 22 MAR – “Spero che
Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della
democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo
iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci
siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a
noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più
attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in
cinque anni” ha detto il regista inglese Mike Leigh presentando
a Roma il nuovo film, in uscita dopo l’anteprima alla Mostra del
cinema di Venezia dal 21 marzo con Academy Two.
   
“Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive
della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose
allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni
presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in
Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui
si può andare incontro quando la democrazia comincia a non
funzionare”, ha aggiunto il regista che ha realizzato un grande
affresco d’epoca dell’Inghilterra post Waterloo raccontando un
episodio fondamentale per la definizione della democrazia in
Inghilterra: il massacro a Manchester di 60 mila persone che
chiedevano il suffragio universale. “Non ho mai fatto film con
l’intento di veicolare un messaggio, le mie sono opere aperte.
   
Affido dunque allo spettatore il compito di partire dal nucleo
emotivo della vicenda per cercare la proprie risposte. Per
questo motivo il film non si chiude con uno slogan e neppure con
i dati sui morti e i feriti degli eventi di Peterloo. Ognuno
pensi a cosa si deve fare per preservare la democrazia”.
   
“Il film può stimolare a riflettere sull’importanza della
discussione, dello scambio e del confronto attraverso il
linguaggio politico. All’inizio dell’Ottocento vediamo persone
che esprimono le loro idee in modo diretto e onesto, anche
tagliente, e il film ci mostra la complessità dell’elaborazione
del pensiero. Questo è radicalmente cambiato nel secolo dei mass
media. Parlando da repubblicano quale sono, trovo sorprendente
che nel mio paese esista ancora la monarchia e che sia tanto
salda. Penso sia un anacronismo ridicolo. E comunque a stupirmi
non è solamente l’esistenza della monarchia in sé, ma anche
l’incredibile forza e l’astuzia che ha messo in atto per
garantirsi la sopravvivenza”. (ANSA).
   

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