Colin, Sudari come stracci di parole – Arte


(ANSA) – ROMA, 18 MAR – Tre monumentali “roto-pitture”,
cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di
campiture dilatate nello spazio, realizzate su tessuti in
poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le
immagini nella produzione editoriale: sono le opere che
compongono la mostra “Sudari” di Gianluigi Colin, fino al 10
maggio al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione di Roma,
presso Visionarea Art Space, progetto che, per il terzo anno
consecutivo, vede il sostegno della Fondazione Cultura e Arte,
ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro –
Internazionale.
Inaugurata il 12 marzo, la mostra presenta lavori inediti e
site specific con i quali l’artista si appropria di grandi
tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di
stabilimenti di arti tipografiche: attraverso veri e propri
“stracci di parole”, l’obiettivo è riflettere sul grado zero
della scrittura, sul rapporto tra immagini e testo, ma anche sul
sistema dei media, con la tecnologia che negli ultimi anni ne ha
trasformato radicalmente i processi conoscitivi, la cultura
della rappresentazione e l’atteggiamento progettuale.(ANSA).
   

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