Come vivere senza plastica – Libri


(di Lucia Balestrieri)
(ANSA) – ROMA, 21 AGO – ELISA NICOLI – CHIARA SPADARO,
‘PLASTICA ADDIO. FARE A MENO DELLA PLASTICA: ISTRUZIONI PER UN
MONDO E UNA VITA ‘ZERO WASTE’ (ALTRECONOMIA, pp. 208, euro
14,50) – Quasi sei miliardi e mezzo di tonnellate di rifiuti di
plastica sono sparse nel mondo, nei continenti e negli oceani e
persino negli stomachi di animali e pesci e, di conseguenza,
anche in quelli degli uomini. Da simbolo della modernità, la
plastica si è ormai trasformata in uno dei fattori più
inquinanti e pericolosi per l’ecosistema del pianeta. Per questo
è giunto il momento di dire “Plastica addio” come chiede il
libro di Nicoli e Spadaro, una delle prime guide complete
sull’argomento.
Il volume non offre solo cifre e analisi sui danni
irreversibili all’ambiente provocati dalla diffusione della
plastica ma anche regole collettive e individuali per avviare
una rivoluzione culturale per porre fine all’uso dissennato e
autodistruttivo di questo materiale. Nonostante ormai ci sia una
coscienza diffusa sui disastri causati dalla plastica, l’umanità
continua infatti a produrne oltre 350 milioni di tonnellate
all’anno, un valore in costante crescita.
La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso
sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento. I sacchetti di plastica
sono il prodotto di consumo più usato al mondo. Il riciclo, per
quanto indispensabile, non può essere considerato una soluzione:
da quando esistono i materiali plastici meno del 10% è stato
riciclato, il resto è sparso ad avvelenare il pianeta. La
produzione di bio-plastiche è invece una strada importante, ad
avviso di Nicoli e Spadaro, ma allo stato dell’arte costituisce
ancora una soluzione solo parziale per correre ai ripari.
   
Che fare allora? Le autrici del libro sono convinte che, per
invertire la tendenza, ci sia un solo metodo, il più radicale:
smettere di usare la plastica – in primis quella usa-e-getta – e
soprattutto produrre meno plastica o non produrne affatto, in
favore di altri materiali più sostenibili. Nicoli e Spadaro
chiamano in causa non solo governi e organismi internazionali ma
anche il comune lettore-cittadino, esortato a modificare il suo
stile di vita, con tanti, piccoli accorgimenti.
La seconda parte del libro è ricca di consigli utili per
preparare una lista della spesa plastic free (a partire dai
sacchetti), curare la casa e l’igiene personale, scegliere gli
abiti, gestire l’ufficio senza rifiuti plastici. Se siete poi in
viaggio portatevi dietro un bicchiere in silicone, magari
retrattile come quelli (allora di plastica) in voga negli anni
settanta. Lo potrete usare ogni volta che tenteranno di
rifilarvi una bevanda in un contenitore di plastica. Anche una
borraccia in alluminio può essere utile. Se questi oggetti vi
sembrano all’antica, è diventato invece alla moda raccogliere
l’immondizia, il cosidetto plogging, mentre si cammina e si
corre. Non dimenticate di farlo diventare un’abitudine e, se
avete un profilo Instagram, taggate le vostre foto su
#2minutebeachclean #trashchallenge #trashtagchallenge #trahstag.
   
Piccoli gesti per una cultura e un cervello senza plastica.
   

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