Coppa America, Messi sfida il Brasile: caccia a un trofeo maledetto


RIO DE JANEIRO – La voglia del Brasile di tornare a vincere un trofeo dopo 6 anni contro la determinazione di Messi di alzare finalmente il primo titolo con l’Argentina: è questo il tema predominante della 46esima edizione della Copa America, ultima in programma negli anni dispari (dal 2020 si disputerà in concomitanza con gli Europei, ndr), che prenderà il via venerdì in Brasile. I padroni di casa sono i naturali favoriti di una competizione che non vincono da 12 anni. Sono privi della loro stella Neymar, che per colpa di un infortunio alla caviglia ha messo definitivamente fine a una stagione sventurata, ma hanno una squadra attrezzata per mettere in fila tutti per classe ed esperienza. I freschi campioni d’Europa con il Liverpool Alisson e Firmino proveranno a portare una ventata di fresco entusiasmo ai vari Dani Alves, Thiago Silva, Miranda, Marquinhos, Casemiro e Coutinho che hanno tutte le carte in regola per tornare a far sorridere i propri tifosi.

Messi e l’Argentina a caccia di un trofeo dopo 26 anni

Dovranno guardarsi, però dall’Argentina di Scaloni che punta a regalare al proprio capitano Messi quella soddisfazione che, dopo aver vinto praticamente tutto con il Barcellona, con la maglietta della nazionale non si è ancora mai tolta. L’Albiceleste ha il record di secondi posti nella manifestazione (ben 14) e non vince un trofeo addirittura da 26 anni (l’ultimo fu proprio la Coppa America del 1993). Troppi per una squadra che nell’ultimo ventennio ha annoverato alcuni tra i più forti giocatori al mondo. Messi stavolta non avrà accanto i migliori compagni di sempre ma i vari Pezzella, Paredes, Aguero, Di Maria, Dybala, de Paul e Lautaro Martinez garantiscono comunque un tasso tecnico all’altezza per poter primeggiare.

Uruguay e Colombia, voglia di stupire

Dietro alle due nazionali più attese la lista degli outsider è lunga. Difficile poter chiamare così l’Uruguay che questa coppa l’ha vinta più di tutte le altre squadre (15 volte) e punta a tenere dietro proprio l’Argentina che lo tallona a quota 14. Tabarez ha provato ad aggiungere a un nucleo ormai collaudato (Muslera, Cavani, Suarez, Godin, Stuani) un motore nuovo (Gimenez, Torreira, Vecino, Bentancur). Se tutti gli ingranaggi funzioneranno a dovere farà sicuramente entusiasmare i propri sostenitori. Un’altra sicura pretendente è la Colombia dei vari Ospina, Cristian e Duvan Zapata, Cuadrado, Muriel, Yerri Mina, James Rodriguez, Cardona e Falcao. Carlos Queiroz spera di trovare l’alchimia giusta puntando, da buon portoghese, sul gioco e il divertimento.

Il Cile sogna un’impresa storica

Difficile che possa ripetersi il Cile che è campione uscente e ha vinto le ultime due edizioni. La squadra di Rueda, malgrado si presenti con 11 dei 23 uomini che nel 2016 hanno conquistato l’edizione del Centenario, pare essere alla fine di un ciclo: i segnali sono arrivati già dalla mancata qualificazione ai Mondiali. A Vidal, Alexis Sanches ed Edu Vargas il compito di sovvertire i pronostici e di trascinare i compagni verso un’impresa riuscita solo all’Argentina a cavallo tra il 1945 e il 1947 (quando vennero disputate 3 edizioni in 3 anni).

Giappone e Qatar intruse senza ambizioni

Oltre a 10 formazioni sudamericane sono state invitate anche Giappone e Qatar che fa il suo debutto assoluto. Difficile prevedere per loro un torneo da protagonisti. I nipponici si presentano, infatti con una squadra giovanissima con ben 16 debuttanti e solo tre stelle (Okazaki, attaccante del Leicester, Kawashima, portiere dello Strasburgo, e Shibasaki, centrocampista del Getafe). Sarà l’occasione per fare esperienza.

Ai quarti le prime due di ogni girone più le due migliori terze

Il Qatar è destinato a fare da squadra cuscinetto nel girone B completato da Argentina, Colombia e Paraguay. Nel gruppo A il Brasile non dovrebbe trovare ostacoli. Venezuela, Perù e Bolivia si contenderanno un posto nei quarti (passano le prime due di ogni girone più le due migliori terze). Il gruppo C, infine, si presenta il più equilibrato con Uruguay e Cile che partono con un piede avanti rispetto a Ecuador e Giappone. Le 26 partite in calendario fino domenica 7 luglio saranno disputate tra il Morumbi e l’Arena Corinthians di San Paolo, il Minerao di Belo Horizonte, il Maracanà di Rio de Janeiro, l’Itaipava Arena Fonte Nova di Salvador de Bahia e l’Arena do Gremio a Porto Alegre. Si comincia alle 2.30 della notte (ora italiana) tra il 14 e il 15 luglio con Brasile-Bolivia. Buon divertimento.

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