Cori razzisti, pugno duro della Figc. Juve, curva chiusa contro l’Inter?


Il giudice sportivo domani, martedì, potrebbe chiudere la curva della Juventus in occasione della attesissima sfida di venerdì 7 dicembre contro l’Inter per i cori razzisti e discriminatori contro il Napoli che si sono sentiti anche in occasione della sfida con la Spal. Il club bianconero era già recidivo. Roma e Udinese invece potrebbero avere delle multe. Ormai la situazione è grave: nel caso della Juve ci sono anche alcuni tifosi della curva che ce l’hanno con la società perché ritengono troppo alti i prezzi dei biglietti, da qui questi cori che danneggiano certo il club a livello di immagine ma anche loro visto che molti hanno pagato l’abbonamento. Un problema serio: i club lamentano che in curva la polizia non metta più piede, se non i casi molto rari. Diventa difficile quindi identificare questa gente che si sente forte. E’ un problema che va affrontato anche col Ministero degli Interni.

Ma non c’è nessuna intenzione di arrendersi. Per i cori discriminatori durante le partite “ci sarà l’esatta applicazione di quanto prevedono le norme”. Lo ha detto il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina al termine del Consiglio federale odierno a Roma (c’era anche Andrea Agnelli per la prima volta: non ha voluto rilasciare dichiarazioni). “Ho parlato con Nicchi e Rizzoli sabato sera e li ho invitati all’applicazione rigida del protocollo -ha sottolineato il numero uno della Figc-. Capisco le esigenze legate a equilibri diversi, ma ci sono norme chiare: l’arbitro fa fare il primo annuncio, poi il secondo e al terzo si va nello spogliatoio. Noi possiamo sospendere la partita (massimo 45 minuti, ndr), non interromperla perché questo è demandato alle forze di pubblica sicurezza”. E mandare a casa 30-40.000 persone non è facile, ma continuando così c’è il rischio che molte curve possano essere svuotate da qui sino a fine stagione. La Figc di Gravina è per il pugno duro, speriamo che gli 007 del procuratore Pecoraro stiano attenti, in passato non sempre era successo. I cori comunque devono essere evidenti, non bastano dieci idioti.

Ma ci sarà un giro di vite anche per quanto riguarda le aggressioni agli arbitri. Il consiglio federale della Figc ha delegato il presidente Gabriele Gravina, d’intesa con i vice presidenti federali e il numero uno dell’Aia, Marcello Nicchi, al fine di riscrivere un nuovo comma dell’articolo 19 del codice di giustizia sportiva che preveda una sanzione edittale di un minimo di un anno di squalifica per i responsabili di episodi di ‘condotta violentà nei confronti dei direttori di gara. Tale introduzione terrà conto anche dell’opera di raffronto con le norme sulla stessa materia in vigore negli organismi internazionali (Fifa e Uefa) e nelle altre federazioni.”Non ci sarà solo un inasprimento delle sanzioni ma anche l’attività di deterrenza. Serve una norma che risolva in maniera definitiva il tema violenza, ma dobbiamo lavorarci sopra. Tempo qualche ora ci sarà la norma definitiva, si parte dal principio che per la parte relativa alle lesioni la pena edittale non sarà inferiore a un anno ma c’è ancora da aggiungere altro” ha spiegato Gravina dopo il suo secondo consiglio federale. Questo nel caso che i colpevoli siano tesserati ma l’arbitro di Roma, Bernardini, era stato aggredito da due delinquenti. I carabinieri gli hanno mostrato alcune fotografie: li ha riconosciuti? L’arbitro è uscito dall’ospedale, appena farà rapporto il giudice della Lega Dilettanti Lazio deciderà quale sanzioni adottare per il club di San Basilio. Sarà una stangata. I due ultrà intanto pare abbiano lasciato Roma ma i carabinieri sono sulle loro tracce.

Altre cose importante sono state decise in consiglio federale, oltre alla votazione del comitato di presidenza (Gravina, Sibilia, Lotito, Ghirelli e Beretta; Tommasi ha ritirato la candidatura) e a cinque commissioni. I club che non pagano gli stipendi per un lungo periodo saranno esclusi dal campionato: era ora. Lo ha annunciato Gravina che ha varato le linee guida per il sistema delle licenze nazionali per la stagione 2019/2020. L’obiettivo è garantire il tempestivo avvio dei campionati professionistici anticipando i termini perentori degli adempimenti previsti: presentazione della documentazione entro il 24 giugno e non più entro il 30, comunicazione il 4 luglio dell’esito dell’istruttoria da parte delle commissioni, con la possibilità di fare ricorso entro l’8 luglio. Il 12 luglio, infine, il consiglio federale decide sulle ammissioni. “L’idea è che non ci sia più un’estate come quella scorsa. Ma pensare che una società possa non fallire è difficile”, ha spiegato Gravina in conferenza stampa, annunciando che il testo definitivo sarà approvato dal prossimo consiglio federale del 18 dicembre ( lo stesso giorno di Giunta e consiglio nazionale del Coni). Da quel giorno sarà inoltre istituita una task force di professionisti per accompagnare le società a un processo di informazione e adeguamento gestionale. “Non voglio insegnare nulla a società come Juve, Inter o Milan -ha chiarito Gravina- ma ci sono tante società che oggi hanno bisogno di essere aiutate”. Decisioni significative e rapporti finalmente distesi col Coni: Gravina ha ringraziato la Giunta che non ha tagliato di un euro le risorse alla Figc in occasione della riunione di Reggio Calabria e si augura che non ci sia rotta di collisione col governo in merito alla riforma ventilata da Giorgetti. Buon segno: fra Gravina e Malagò deve tornare quella sintonia interrotta da un commissariamento disastroso. Sono due persone intelligenti: hanno davanti due anni di duro lavoro. Da fare in sintonia.

Rai Sport: il nuovo direttore è Auro Bulbarelli
Appassionato di ciclismo e di biliardo, Auro Bulbarelli, nato a Mantova il 20 settembre 1970, sarà il nuovo direttore du Rai Sport al posto di Gabriele Romagnoli che si era dimesso nei mesi scorsi. E’ stato scelto un interno, a differenza del passato. Bulbarelli, figlio d’arte, legato alla Lega, ha seguito per anni il Giro d’Italia. Ultimamente era stato messo, a torto, un po’ in disparte: gli tocca il compito di rilanciare Rai Sport in un momento non facile, con una redazione, che conosce bene, assai litigiosa.

 


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Mario Calabresi
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