Cortellesi, io Befana che odia Babbo Natale – Film


(di Francesco Gallo)
(ANSA) – ROMA, 31 DIC – “A Babbo Natale fanno fare la
pubblicità e alla Befana niente. D’altronde cosa possono
proporle, una crema per rughe? È vero: l’odio della Befana verso
Babbo Natale è un mio personale contributo alla sceneggiatura”.
   
Così Paola Cortellesi, regina del box office italiano, parla del
film ‘La Befana vien di notte’ di Michele Soavi, fantasy per
ragazzini in sala dal 27 dicembre in 450 copie da Universal
Pictures e Lucky Red. L’attrice, che interpreta con coraggio,
con tanto di scopa e mega-trucco, l’anziana signora attesa da
tutti i bambini il 6 gennaio, è convinta che Babbo Natale sia
“forse più protagonista perché maschio, a lui non lo hanno fatto
brutto, sarebbe stato male accolto, mentre non è stato così per
la Befana”.
   
Il film, con protagonisti sei ragazzini, ci porta in Alto
Adige, da Castelrotto all’Alpe di Siusi, dove Paola (Cortellesi)
è una maestra di scuola elementare dalla doppia vita. Di giorno
è una brava insegnante, mentre di notte si trasforma nella
leggendaria Befana. Ma un certo punto la donna viene rapita da
un misterioso produttore di giocattoli, Mr. Johnny (Stefano
Fresi) che ha un antico conto da saldare con lei e ha una sola
mission: sostituirla nel suo lavoro. Per farlo, in questo
film-favola che guarda a E.T., Tim Burton e Terry Gilliam, Mr.
   
Johnny farà di tutto per togliere lo scettro alla Befana che
però troverà aiuto in sei alunni della sua classe che, a bordo
delle loro biciclette, le daranno tutto il loro aiuto.
   
La Befana super-eroina? “Tutte le donne lo sono, fanno cose
incredibili durante tutto il giorno. Ma in questo film –
sottolinea l’attrice – sono protagonisti soprattutto i bambini.
   
Sono loro al centro della storia e sono sempre loro che, proprio
con questa storia, imparano a convivere e a capire che da soli
non si va lontano”. La Cortellesi, comunque, non ha paura che la
figlia di cinque anni, Laura, possa finire confusa da questo
film sull’esistenza della Befana: “Lei è stata sul set e sa che
faccio l’attrice. Dunque non c’è niente di male se interpreto un
personaggio che esiste davvero”.
   
Eguagliare il successo al box office di ‘Come un gatto in
tangenziale? “Lo spero – dice la Cortellesi -, ma ancora di più
che diventi un classico per l’infanzia, un film che diventa un
appuntamento ad ogni Natale”.
   
“Il mio percorso come regista – spiega Soavi – trae origine
dal cinema di genere italiano, con un amore particolare per il
fantasy e l’horror . Per molti anni, il ‘genere’ e stato bandito
e il cinema italiano si e isolato e ha censurato così la sua
creatività”.
   
“L’idea iniziale era quella di fare un film per tutta la
famiglia – dice infine Nicola Guaglianone che ha curato soggetto
e sceneggiatura – e di far incontrare due mondi e immaginari
completamente diversi: il cinema teen anni ’80 e la tradizione
popolare italiana. E chi meglio della Befana? E se poi ci metti
anche sei ragazzini in bicicletta, il cinecarbone è servito”.
   

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