Così gli uccelli vedono colori e contorni che noi non vediamo


COME fanno gli uccelli a volare fra i fitti alberi delle chiome e orientarsi fra una selva di arbusti? Come trovano gli insetti sopra e sotto le superficie delle foglie? Il loro segreto è nascosto in una sorta di vista 3D. A differenza degli umani, che hanno tre tipi di recettori per i tre colori rosso verde e blu, gli uccelli  possono vedere anche gli utravioletti e grazie al riflesso dei raggi Uv ottengono contrasti sempre più marcati delle foglie e della vegetazione circostante: contorni che gli permettono di volare e cacciare indisturbati anche fra le chiome più dense. 

 

Per capire e individuare uno schema su come potrebbero vedere gli uccelli la biologa Cynthia Tedore e il collega Dan-Eric Nilsson, ricercatori dell’Università di Lund  (Svezia) e di Amburgo (Germania) hanno fatto diversi esperimenti e pubblicato le loro conclusioni sulla rivista Nature Communications. Secondo i biologi il segreto della vista degli uccelli sta nella capacità di vedere nella banda spettrale dell’ultravioletto e ottenere contrasti nitidi dai riflessi sulla superficie inferiore e superiore delle foglie. Grazie alla visione Uv, che è una caratteristica di diversi animali come ad esempio le api, possono orientarsi con più sicurezza. 

 

Per dimostrare come vedono gli uccelli i due biologi hanno fotografato diversi habitat in Svezia e Australia attraverso una telecamera multispettrale con filtri tali da riprodurre le capacità visive degli animali. Le immagini che i ricercatori hanno sviluppato mostrano la possibile visione sia con la capacità di rilevare gli utravioletti sia quella – come per l’uomo – basata solo su tre colori. 

 

Quella legata agli Uv mostra contrasti decisamente più nitidi che danno ai volatili una visione tridimensionale degli oggetti naturali. In particolare spiegano che il contrasto fra le due superfici delle foglie è maggiore in presenza della visione Uv. Dalle loro indagini gli scienziati hanno poi scoperto che il riflesso della luce da parte della cuticola cerosa delle foglie cambia a seconda dell’habitat: in questo modo influisce sul contrasto e il colore percepito dagli uccelli i quali, a seconda delle sfumature delle foglie, riconoscono così gli alberi più adatti per cacciare, rifugiarsi o deporre le uova.

 

“Ciò che sembra essere un ammasso verde per gli esseri umani sono invece foglie chiaramente distinguibili per gli uccelli”, ha spiegato Dan-Eric Nilsson. “La visione Uv probabilmente aiuta gli uccelli a volare e muoversi attraverso fitte chiome con maggiore agilità – spiega la collega Teodore -. Molti uccelli cercano insetti e ragni nascosti sulle superfici inferiori delle foglie e possono riuscire a individuare rapidamente queste superfici proprio grazie alla vista Uv”.

 

Ma, ricordando che “la realtà è negli occhi di chi guarda”, i due ricercatori spiegano che per noi umani è ancora impossibile generare una rappresentazione reale della visione degli uccelli: quello che sperano di fare è però continuare attraverso l’analisi della loro vista per riuscire a comprendere come ad esempio individuino le fonti di cibo visualizzate tramite gli ultravioletti. Infine, spiegano, in futuro intendono studiare le diverse visioni degli uccelli a seconda di specie e habitat.


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Mario Calabresi
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