Così i microrganismi migrano per il clima che cambia



MILANO – Anche i microrganismi, come virus e batteri, sono costretti a migrare per colpa dei cambiamenti climatici e della globalizzazione. Proprio così. Di conseguenza mappare i loro spostamenti nei Paesi di frontiera come l’Italia diventa cruciale per difendere la salute delle persone e perfino i prodotti agroalimentari tipici del territorio, come vini e formaggi. È quanto afferma Duccio Cavalieri, il microbiologo dell’Università di Firenze che aveva già svelato la presenza sulle Alpi di microrganismi del Sahara trasportati dalla sabbia del deserto nel febbraio del 2014 con il fenomeno della “neve rosa”. E di queste migrazioni che sono di fatto invisibili parlerà a MicrobiotaMi 2018, il convegno internazionale organizzato dal 5 al 7 novembre all’Università di Milano-Bicocca per fare il punto della ricerca sui microrganismi che influenzano la salute umana.

“Con le nuove tecniche di sequenziamento del genoma – spiega Cavalieri – oggi siamo in grado di estrarre il Dna dei microrganismi che si trovano nei campioni prelevati dall’ambiente: in questo modo stiamo scoprendo che ogni luogo presenta microrganismi specifici, che costituiscono un’impronta distintiva”. Importanti non solo per la salute, ma anche per l’influenza che hanno sulla produzione di vini, formaggi e altri prodotti tipici, “andrebbero mappati in un Paese come l’Italia che è particolarmente esposto ai cambiamenti climatici e, di conseguenza, all’arrivo di microrganismi trasportati non solo dal vento – precisa l’esperto – ma anche dagli animali migratori, dagli insetti, dalle navi cargo e dagli aerei”.


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Mario Calabresi
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