Cuffie e auricolari Bluetooth? Mai come quelli col cavo


L’ESPLOSIONE di auricolari e cuffie senza fili ha condannato i prodotti “wired”, con i cavi. L’obiettivo dei colossi dell’hi-tech è piuttosto chiaro, vedi alla voce AirPods, Google Pixel Buds o FreeBuds senza contare le cuffie più ambiziose: rimpiazzare ciò che aveva un filo con soluzioni wireless. Non è un caso che ormai molti smartphone semplicemente non dispongano più della celebre uscita audio mini-jack. Per ascoltare audio e musica con cuffie tradizionali occorre utilizzare un adattatore ligthning nel caso di Apple o Usb per gli altri dispositivi.
 
Sound Guys, sito specializzato in tecnologie audio, ha così messo sotto la lente la tecnologia Bluetooth attuale, quella attraverso cui cuffie e auricolari si collegano al dispositivo di turno, testando diverse accoppiate di dispositivi e codifica audio su qualità hi-fi e CD. Secondo l’indagine, le cuffie wireless non sono state in grado di equiparare la qualità proposta dai dispositivi con filo. Senza considerare il tipo di codec audio usati, in ogni caso le soluzioni senza fili hanno perso per strada un numero significativo di bit una volta che il segnale era passato dalla fonte al prodotto. Fra questi, ci sono di mezzo anche gli AirPods con lo standard Aac, il formato di compressione Advanced Audio Coding creato dal consorzio Mpeg. Solo le tecnologie aptx HD di Qualcomm e la Ldac di Sony si sono avvicinate al livello “wired”. Peggio di tutti va all’Aac usato da Android.
 
“Ogni singolo codec Bluetooth ha significativi problemi di qualità – si legge nell’indagine – nonostante molte soluzioni creative impiegate per trarre il meglio dalla limitata larghezza di banda utilizzata dai diversi standard. Non uno di quelli sperimentati può toccare la qualità del segnale connesso”.

La conclusione degli esperti è che cuffie e auricolari Bluetooth possono andare abbastanza bene per la maggior parte delle persone ma non per tutti. “Ci sono nuovi codec in arrivo, come l’aptX Adaptive, ma nel frattempo l’audio Bluetooth non è il modo migliore di fruire contenuti di alta qualità. Se vi serve per andare in ufficio va bene ma gli amanti della musica pretendono qualcosa che abbia un cavo. Non solo costerà meno ma funzionerà anche meglio”.


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Mario Calabresi
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