Da Johannesburg a Genova, nel ricordo di Mandela – Arte


GENOVA – Una donna, lady Florence Phillips, e un diamante fecero nascere, tanti anni fa, la Johannesburg Art Gallery, una delle più affascinanti gallerie del mondo. Oggi la Johannesburg presta i suoi splendidi capolavori a Palazzo Ducale di Genova per ricordare al mondo il centenario della nascita di Nelson Mandela. La mostra, ‘Da Monet a Bacon – Capolavori della Johannesburg Art Gallery’, si apre al pubblico domani e chiuderà il 3 marzo 2019.
Come tutti gli allestimenti di Palazzo Ducale, più che una mera esposizione ‘Da Monet a Bacon’ è un racconto, avvolgente e morbido che prende idealmente avvio dall’Ottocento inglese e da due opere di William Turner e prosegue con il dipinto di Alma-Tadema ‘La morte del primogenito’ raffinata e malinconica scena ambientata in un oscuro e immaginifico Egitto, e con i lavori di due dei maggiori esponenti dei Preraffaelliti, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti di cui viene esposto il ‘Regina cordium’, ritratto di quella Elizabeth Siddal con la quale il pittore visse un’intensa e sfortunata storia d’amore.
La mostra continua con un’ampia sezione dedicata agli esiti della pittura di fine Ottocento e si apre con quei pittori che scelsero un nuovo approccio al vero in pittura con un piccolo ‘Paesaggio’ di Jean-Baptiste Camille Corot, la scogliera normanna di Etretat di Gustave Courbet e Jean-François Millet.
La generazione impressionista, introdotta da Eugène Boudin e Johan Barthold Jongkind, viene rappresentata da Edgar Degas con lesue ‘Due ballerine’), la bellissima ‘Primavera’ di Claude Monet e ‘Sulla riva del fiume a Veneux di Alfred Sisley. Avanti: ci sono i post-impressionisti Paul Cézanne (I Bagnanti), Vincent Van Gogh (Ritratto di un uomo anziano), Pierre Bonnard, Edouard Vuillard e oltre: varcando la soglia del Novecento, s’incontrano le opere di due dei maestri più celebrati del secolo: Henri Matisse e Pablo Picasso che aprono alle nuove istanze dell’arte contemporanea con Ossip Zadkine e altri. Non mancano esponenti della seconda metà del secolo: Francis Bacon e Henry Moore e i due protagonisti della pop art americana come Andy Warhol, al Ducale con il trittico dedicato a Joseph Beuys. La mostra viene chiusa dall’arte che si è sviluppata in Sudafrica nel Novecento: Maggie Laubser, una delle esponenti dell’espressionismo sudafricano, Maude Sumner, Selby Mvusi e George Pemba, pittori dai forti interessi per il sociale che raccontano le tradizioni del Paese e la vita urbana e la realtà dell’Apartheid. (ANSA).

   

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