De Simone, la modernità della mia Austen – Libri


(ANSA) – ROMA, 17 GIU – ANNALISA DE SIMONE, LE AMICHE DI JANE (MARSILIO, PP 137, EURO 12,00). Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale. “E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice all’ANSA la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’. “I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio. Ha descritto tanto dell’amore ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.

Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.

“L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne perchè l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella ne colta ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.

Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimanere è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’, adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce perchè i suoi romanzi parlando di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.
   




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