Direttore MiTo, musica ha ruolo sociale – Musica


(ANSA) – MILANO, 24 AGO – La musica ha una “funzione
sociale”, che può aiutare anche quando si deve “comporre il
governo”, come ora: a rivendicarlo è Nicola Campogrande,
direttore del Festival MiTo, che dal 3 al 20 settembre metterà
in scena a Torino e Milano 128 concerti, di cui un terzo in
periferia, molto gratuiti o a prezzo stracciato.
   
“Aprirsi ad una esecuzione dal vivo è diverso che star seduto
davanti all’ipad a vedere una serie di Netflix. Serve non solo a
comporre il governo ma a riabituarci a pensare ascoltando e a
vivere insieme”. Non a caso il tema scelto (prima che l’arrivo
di migranti infiammasse le polemiche) per quest’anno è
‘Geografie’, un modo per esplorare la capacità della musica di
accogliere, di trovare il buono nel diverso. Apertura
“scintillante” con Martha Argerisch, con Zubin Mehta per una
delle ultime volte sul podio della Israel Philharmonic
Orchestra. In programma la prima europea di un brano per
percussioni di Glass, mentre a McMillan verrà consegnato il
sigillo della città di Milano.
   

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