Domino, la Cia e l’Isis secondo Brian De Palma – Film


(di Francesco Gallo)
(ANSA) – ROMA, 7 LUG – “Siamo americani, leggiamo le vostre
email”. Si chiude così, con questa cinica battuta dell’agente
Cia (Guy Pearce) a uno sbigottito agente speciale, ma solo
danese, Nikolaj Coster-Waldau ‘Domino’, l’ultimo film di Brian
De Palma in uscita nelle nostre sale l’11 luglio con la Eagle.
   
Un thriller, in salsa terroristica, con alcune zampate in puro
stile De Palma, e momenti, al contrario, più deboli. E questo,
non a caso, in un film verso cui lo stesso regista di ‘Vestito
per uccidere’ ha preso le distanze più volte.
   
Per Domino ci sono stati infatti tagli non voluti (da due 2
ore si è passati a 90 minuti), tante divergenze creative, una
sceneggiatura non del regista (firmata da Petter Skavlan),
effetti speciali non all’altezza e tutto questo in una
produzione europea composta da fondi danesi, francesi, belgi,
olandesi e italiani.
   
Insomma un ritorno al cinema quello di De Palma – l’ultimo
suo film è stato ‘Passion’ nel 2012 – un po’ complicato in un
lavoro che aveva dalla sua la più cocente attualità, ovvero la
lotta internazionale contro il terrorismo internazionale
dell’Isis.
   
Questa la storia. Christian (Nicolaj Coster-Waldau) e Alex
(Carice van Houten), sono due poliziotti dell’unità crimini
speciali di Copenaghen. Dopo l’omicidio del loro caro collega
Lars (Sren Malling), durante un’azione di polizia consumata tra
i tetti della città e degna del miglior Hitchcock, i due si
lanciano in una disperata caccia all’uomo per trovare il
colpevole, un affiliato ad una cellula danese dell’Isis.
   
Un infinito inseguimento da parte della coppia, dalla
capitale scandinava a Bruxelles fino ad Almeria, per scoprire,
solo alla fine, di stare dentro a un intrigo internazionale
molto più grande di loro. L’uomo a cui danno la caccia, il
radicalizzato Ezra Tarzi (Eriq Ebouaney), è sotto l’interessata
protezione della Cia e questo per dare la caccia al davvero
pericolosissimo Sheikh Salah Al Din (Mohammed Azaay).
   
In questo De Palma, ormai da tempo orfano di Hollywood che
non finanzia più i suoi film, c’è ancora il suo immenso talento,
il suo singolare modo di girare, fatto di dilatazioni del tempo,
riprese chirurgiche e zoom impossibili.
   
Non solo, in Domino c’è anche un po’ di Italia: le musiche di
Pino Donaggio in una delle scene più belle del film (quella
della corrida con un simil-bolero di Ravel) e alcune riprese in
Sardegna tra Cagliari, Capoterra, Domus De Maria e Pula.
   

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