È già in cielo la ‘cometa di Natale’. Si vede anche a occhio nudo


C’E’ una cometa alle porte del nostro cielo, la sua luce sta cominciando a rivelarsi in questi giorni. I più esperti l’hanno già scorta nella costellazione della Fornace, tra la Balena ed Eridano. Si chiama 46P/Wirtnanen e ha da poco superato il limite di luminosità per essere vista a occhio nudo.

Qualcuno già la chiama la ‘cometa di Natale’, e in effetti, se saremo fortunati, potremo ammirarla proprio nei giorni della natività, anche se il periodo migliore per osservarla sarà tra un paio di settimane, a metà dicembre.

È ancora molto fioca, un bagliore verdastro visibile solamente se si sceglie un luogo molto buio, con pochissimo inquinamento luminoso. Col passare dei giorni dovrebbe diventare sempre più accessibile anche a chi ha l’occhio meno allenato: “Le ultime osservazioni suggeriscono che se si sceglie il posto adatto, molto buio, diciamo un cielo d’alta montagna, è già visibile – spiega Gianluca Masi, astrofisico responsabile del progetto Virtualtelescope – ma per vederla al meglio dovremo aspettare il 12 dicembre quando arriverà nel punto più vicino al Sole e fino al 16 quando sarà alla minima distanza dalla Terra”.

•Una visitatrice abituale
Ogni cinque anni circa, 46P si affaccia nella parte interna del Sistema solare. Era il primo obiettivo della missione dell’Esa Rosetta, che poi ha fatto visita a una sua ‘sorella’, 67P/Churyumov-Gerasimenko. Come quest’ultima, è una cometa gioviana, e ha un diametro di 1,2 chilometri. Quest’anno il momento in cui si troverà al perielio sarà quasi in coincidenza con il perigeo, per questo potremo vederla al massimo del suo splendore: “Si troverà a poco più di 11 milioni dalla Terra – continua Masi – la ventesima distanza di sempre tra tutte le comete documentate nella storia”.

•Senza coda
Tuttavia la prospettiva ci nasconderà proprio una delle peculiarità più note delle comete, la lunga coda che può arrivare a misurare centinaia di milioni di chilometri. La posizione di Terra, Sole e della cometa stessa farà sì, infatti, che rimarrà celata dietro il nucleo e la chioma luminosa.

Questo non significa che non varrà la pena trovare il tempo e l’occasione per cercarla in mezzo al cielo stellato: “Putroppo la geometria della nostra posizione ci preclude la coda, che pure c’è. Quello che potremo vedere sarà sicuramente la chioma, che è proprio la caratteristica da cui le comete prendono il nome – sottolinea Masi – una nube di polveri, come un batuffolo, che circondano il nucleo quando si accende avvicinandosi al Sole. Sarà di colore tendente al verde, segno della presenza nella loro composizione di carbonio biatomico”.

•Verso il Natale
Se non tradirà le aspettative, dunque, d’ora in poi sarà un crescendo di luminosità nelle prossime settimane. Il Virtualtelescope trasmetterà due dirette streaming di osservazione della cometa, il 12 in occasione del perielio e il 16, quando sarà nel punto più vicino alla Terra, a partire dalle 23.


È già in cielo la 'cometa di Natale'. Si vede anche a occhio nudo

La mappa per trovare la cometa 46P/Wirtanen nel cielo, si sposterà verso la costellazione del Toro e le Pleiadi fino al 17 dicembre – Credits: Gianluca Masi, Virtualtelescope

Ma la ‘cometa di Natale’ non ci lascerà proprio alle porte del periodo più suggestivo: “Dopo il 16 avremo la Luna sempre più invadente a rovinare l’osservazione – riprende l’astrofisico – perché il 22 sarà piena e il suo bagliore sarà accecante. Nei giorni successivi, proprio il 24 e il 25, sorgerà però un po’ più tardi, dandoci modo di ritrovare di nuovo 46P/Wirtanen in cielo”.

•Da vedere e fotografare
Tra il 12 e il 16 dicembre, 46P/Wirtanen si troverà nella costellazione del Toro, sempre più vicina all’ammasso delle Pleiadi, ben riconoscibile a est, sempre più alta col passare delle ore notturne. E sarà un ottimo soggetto anche da fotografare, anche senza attrezzature professionali, ma con qualche accorgimento: “Basterà un tele non troppo potente, diciamo un 135 mm, a patto che sia luminoso – conclude Masi – con un’apertura 2.8 o 2.0 e Iso 800-1600 per non generare troppo rumore. Potremo ritrarla facilmente usando un tempo di esposizione di uno o due secondi. Meglio se con più riprese da sommare in postproduzione con un programma adatto”.


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