Europa League, Milan-Dudelange 5-2: I rossoneri rischiano il disastro, poi dilagano



MILANO – Il 5-2 del Milan al Dudelange è alquanto ingannevole. La vittoria, frutto della doppietta del solito goleador di coppa Cutrone, di un quarto d’ora di accensione di Çalhanoglu e dell’ingresso obbligato di Suso, è stata assai tortuosa ed è passata attraverso una clamorosa situazione di svantaggio: dopo oltre un’ora di gioco, fino al 2-2 di Cutrone al 21′ del secondo tempo, i lussemburghesi stavano addirittura vincendo. La rimonta rende meno impervia la qualificazione ai sedicesimi dell’Europa League, anche perché il Betis, che si è già guadagnato il traguardo, ha fatto un favore al Milan, battendo a Siviglia l’Olympiacos. Ma l’accesso alla fase a eliminazione diretta resta comunque appeso al duello del 13 dicembre al Pireo: contro i greci può bastare anche una sconfitta con 2 gol di scarto, a patto che non sia per 0-2 o 1-3, perché, dopo il 3-1 dell’andata a San Siro, l’Olympiacos sarebbe avvantaggiato dalla differenza reti.

RISERVE FLOP
Insomma, la rimonta sul Dudelange avrebbe dovuto essere meno tardiva e più consistente, anche se il Milan in Grecia ha comunque a disposizione 2 risultati e mezzo su 3. Di sicuro è stata l’ennesima dimostrazione che tra i titolari e le riserve c’è una bella differenza. La conferma è arrivata nella maniera più evidente e imbarazzante: contro la squadra più debole del girone F, travolta nelle precedenti trasferte in casa del Betis e dell’Olympiacos, le seconde linee di Gattuso hanno chiuso il primo tempo in parità, sono passate in svantaggio a inizio ripresa e hanno rischiato di subire perfino il terzo gol.

IL SOGNO DI STOLZ
Il Milan si è lasciato agguantare, dopo essere passato in vantaggio al 21′ per una papera dello stagionato portiere Bonnefoi, che ha lontani trascorsi giovanili nella Juventus, dalla quale fu bocciato non per caso: non è riuscito a trattenere una parabile girata di Cutrone, che ha così firmato il suo decimo gol in Europa League. L’autore dell’1-1, con un destro violento di controbalzo a Reina sotto la Curva Sud, si chiama Dominik Stolz, ha 28 anni, è tedesco con un passato da mestierante nelle serie inferiori della Germania e ha probabilmente raggiunto con questo gol il picco della carriera. La colpa del mediocre esito non può essere attribuita soltanto a Simic e Halilovic, i due esordienti stagionali che l’allenatore ha gettato nella mischia per dare riposo ad Abate, Rodriguez e Suso. E’ però indubbio che abbiano sprecato la loro occasione sia il difensore ceco, arrivato dal Crotone, sia soprattutto il fantasista croato, che a 22 anni non sta tenendo fede alle profezie su un futuro fenomenale, risalenti ormai a quando, poco più che adolescente, approdò al Barcellona. Con i suoi dribbling a rientrare e le sue conversioni da destra, il biondo mancino è parso la controfigura assai pallida di Suso. Quanto a Simic, la sua distratta opposizione sul cross del pareggio ha di fatto recapitato a Stolz l’assit per il tiro del sogno a occhi aperti.

SOGNA ANCHE TURPEL
Il cannoniere lussemburghese Turpel, rinomato in patria, si è aggiunto alla favola all’inizio del secondo tempo. Ma già prima dei due gol del Dudelange al Meazza, un’enormità per il piccolo club, non è che il centrocampo milanista, con le incursioni palla al piede di Bertolacci e la presenza fisica di Bakayoko, avesse prodotto molto gioco: Çalhanoglu non usciva mai dalla foresta di gambe. E sulle fasce i due terzini Calabria e Laxalt offrivano scarso materiale alle variazioni potenziali del 4-4-2. Né il supertitolare Higuain, ingessato a un trotterellare senza lampi, garantiva respiro all’azione. Il Milan si è probabilmente illuso che fosse sufficiente appunto trotterellare per vincere e che i tiri preparatori di Higuain, due volte, e di Çalhanoglu potessero diventare il preludio alla goleada. Il destro appena alto di Mélisse avrebbe dovuto suonare da allarme. Invece, dopo l’1-0 di Cutrone (primo gol segnato dal Milan nel primo tempo in questa edizione dell’Europa League), la squadra si è rilassata senza giustificazioni e la deconcentrazione è continuata, fino al pasticcio su Stolz. Ma il peggio doveva ancora arrivare, subito dopo l’intervallo. La molle opposizione di Bertolacci a Couturier, in percussione al limite dell’area, ha innescato un rimpallo su Zapata, che si è trasformato in assist per il destro incrociato di Turpel. Il Dudelange ha addirittura sfiorato il 3-1 con un diagonale appena a lato, ancora di Stolz.

PASSA LA PAURA
Il ricorso a Suso, al posto di Halilovic, è stato inevitabile. Poco più tardi è entrato anche José Mauri per Bertolacci. La prima invenzione dello spagnolo, un filtrante per Mauri, ha indotto l’italoargentino a reclamare invano un rigore per la caduta a contatto con Mélisse. La grande paura è passata quando Çalhanoglu, forse rincuorato dalla condivisione della responsabilità di creare con Suso, si è ricordato del proprio compito e ha sistemato la questione, procurando alla causa 4 gol in un quarto d’ora. Prima, con un cross tagliato da sinistra, ha trovato la deviazione volante di Cutrone a contrasto con Stelvio: traiettoria sbilenca, fatale a Bonnefoi, e 2-2. Poi ha avvistato un varco nella compiacente difesa avversaria e da fuori area ha sorpreso con un rasoterra il torpido Bonnefoi: 3-2. Quindi ha calciato la punizione che Schnell, con un improvvido colpo di testa in tuffo per anticipare Simic, ha trasformato nel 4-2. Infine, con una spaccata, ha mandato il pallone sulla traversa: il neoentrato Borini ha raccolto la respinta e ha segnato il 5-2. Al pericolo scampato va però aggiunto l’infortunio finale di Bakayoko. Di Europa League si riparlerà il 13 dicembre al Pireo, dove sarà bene che il Milan non faccia calcoli: si è visto che non ne è capace. Nel frattempo si ritufferà in campionato. Domenica, col Parma, dovrà essere più concentrato.


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