Facebook ha condiviso foto non ancora pubblicate di 6,8 milioni di utenti


NUOVA grana per Facebook. Un bug, attivo solo per pochi giorni ma particolarmente insidioso, avrebbe esposto le foto di quasi 7 milioni di utenti attraverso le solite, famigerate applicazioni di terze parti. La notizia è stata diffusa nella giornata di venerdì e, dato inquietante, avrebbe riguardato anche le immagini precaricate ma mai definitivamente pubblicate sul sito, ha spiegato il social di Menlo Park.
 
Solo l’ultimo degli scandali e delle manchevolezze che ruotano intorno alla privacy degli utenti su Facebook – su tutti, all’inizio dell’anno, il caso Cambridge Analytica – che anche stavolta rischierebbe una sanzione ai sensi del nuovo Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati personali. Il problema, infatti, sarebbe andato in scena mesi fa, fra il 13 e il 25 settembre. Se si è saputo solo venerdì 14 dicembre, significa che la società ha violato la regola che prevede di informare utenti e autorità a massimo 72 ore dall’evento.
 
Lo scorso settembre, un altro problema che aveva riguardato 50 milioni di utenti e aveva condotto a un calo delle azioni. Poi l’inchiesta del New York Times sul modo in cui il gruppo ha reagito a questo biennio critico. Ora un altro problema, più piccolo dei precedenti ma significativo per la capacità di sottrarre anche contenuti mai pubblicati dagli utenti: in pratica, Facebook ha spiegato che le foto che non erano state ancora condivise potevano essere comunque utilizzate da app alle quali l’utente avesse dato un preventivo permesso. Il meccanismo era legato alla memorizzazione di una copia dell’immagine in lavorazione, per così dire, nell’attesa che lo fosse sui server della piatatforma.
 
Il problema è durato 12 giorni e 1.500 applicazioni programmate da 876 sviluppatori. Non ha toccato le foto condivise via Messenger e il bug è stato risolto già il 25 settembre scorso. Agli utenti interessati è stato recapitato un avviso ma, appunto, considerando il Gdpr, troppo tardi. Anche se il gruppo sostiene di aver riferito del baco all’autorità irlandese per la privacy “appena abbiamo valutato che si trattasse di un fatto interessato dal regolamento generale europeo”. L’Idpc ha confermato di aver iniziato ad analizzare la segnalazione, come molte altre ricevuti da Facebook, questa settimana. Staremo a vedere. Intanto il social blu ha invitato gli utenti interessati ad accedere alle app segnalate per capire quali foto abbiano utilizzato.
 
“Siamo dispiaciuti che sia successo” ha spiegato Facebook in un post sul blog per gli sviluppatori.

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Mario Calabresi
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