Facebook, ora puoi saperne di più su fonti e testate


DA QUALCHE giorno gli utenti italiani di Facebook visualizzano delle informazioni aggiuntive sulle testate e gli articoli che scorrono nella newsfeed. Molti, infatti, avranno notato la piccola “i” sovrapposta alle anteprime dei contenuti che vengono condivisi in bacheca. Se ci si appoggia sopra il cursore del mouse, esce fuori la dicitura “Mostra altre informazioni su questo link”. In quel modo la piattaforma, che ha lanciato la funzionalità negli Stati Uniti già lo scorso aprile, fornisce più informazioni di contesto su una certa fonte. In modo che gli utenti possano decidere cosa leggere, di cosa fidarsi e cosa condividere. O almeno, si spera che ne facciano buon uso.
 
In quello specchietto informativo vengono sintetizzati alcuni dati chiave che possono dare una mano agli utenti a valutare la credibilità di un pezzo e determinare appunto se fidarsi di una certa fonte o meno. Sono elementi selezionati a partire da indagini e ricerche sia di operatore del settore che accademiche e che dovrebbero consentire una minore circolazione di fake news, bufale e notizie non verificate. Prosciugando il traffico verso le Pagine fasulle, che copiano e incollano o diffondono notizie inventate.
 
Cliccando sulla piccola “i” si aprono dune notizie da Wikipedia, articoli collegati sullo stesso tema e da altre fonti e altri dati su quante volte quel pezzo è stato condiviso su Facebook, dove è stato rilanciato e anche l’opportunità di seguire la pagina dell’editore o della pubblicazione. Non solo: fra le informazioni contestuali è possibile visualizzare quali amici hanno condiviso quel contenuto e anche altre storie pubblicate di recente dalla stessa fonte. Insomma, il “Context button”, così si chiama, dovrebbe servire a farsi un’idea più completa di cosa si sta per leggere nonché dell’affidabilità del canale che veicola e rilancia quella notizia. 
 
Si tratta di strumenti messi in pieni negli ultimi anni, anche sull’onda delle numerose polemiche per la disinformazione roboante che intossica il social network, e che per ora erano in gran parte disponibili solo negli Stati Uniti. Dallo scorso 25 ottobre il Context button è arrivato anche in Italia così come in Francia, Germania, India, Polonia e Spagna. In precedenza era stato attivato nel Regno Unito, in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Irlanda e poi in Argentina, Brasile, Colombia e Messico. “Continueremo a studiare opportunità per migliorare l’esperienza e aiutare le persone a saperne di più sulle notizie che vedono scorrere su Facebook”, si legge nel post sul blog con cui fu lanciato il pulsante.

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Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
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