Facebook svela Libra, criptovaluta dalle grandi ambizioni


SAN FRANCISCO – Facebook toglie il velo a Libra. Questo il nome della cryptomoneta con la quale il social più grande del mondo spera di espandersi oltre il social network e muovere i primi passi nel settore dell’ecommerce e dei pagamenti online. La moneta sarà lanciata nella prima metà del prossimo anno e sarà gestita dalla Libra Association che raduna i 28 partner del social e ha sede a Ginevra, in Svizzera. Facebook ha creato anche una sussidiaria chiamata Calibra che offrirà portafogli digitali per conservare, inviare e spendere le libre. Calibra sarà strettamente connessa alle piattaforme Messenger e WhatsApp di proprietà di Facebook, che già possono disporre di una platea di più di un miliardo di utenti.

Insomma, il progetto Libra è assai ambizioso, anche se nel suo cammino potrebbe incontrare non pochi ostacoli a causa della barriere normative e soprattutto per via di quelle leggi che regolano la tutela della privacy dei consumatori. Ma il social fondato da Mark Zuckerberg ha fiducia che questo sistemi avvicini ai servizi finanziari online anche persone che non vi erano mai entrate in contatto. Del resto il bacino di utenza sconfinato (oltre 2 miliardi di potenziali clienti) è un buon punto di partenza.

Il nome “Libra” prende ispirazione dalla libbra, un’unità di misura di massa di origine romana il cui nome deriva dal latino libra (“bilancia”). Ma non solo: è anche il segno astrologico per la giustizia e la parola francese per la libertà, ha spiegato David Marcus, un ex dirigente PayPal che adesso dirige il progetto per Facebook. “Libertà, giustizia e denaro, che è esattamente quello che stiamo cercando di fare qui”, ha detto.

Anche Facebook sembra quindi scommettere su maggiori entrate dai suoi servizi di messaggistica grazie a transazioni e pagamenti, cosa che sta già accadendo nelle app social cinesi come WeChat. L’annuncio del prossimo lancio di Libra arriva quando Facebook deve fare i conti con un contraccolpo pubblico di immagine a causa di una serie di scandali. Cosa che potrebbe compattare ancora il fronte dei difensori della privacy, gruppi di consumatori e dei legislatori e le autorità di regolamentazione. Non è ancora chiaro come questi ultimi reagiranno a Facebook che spinge forte verso i servizi finanziari entrando nel mondo in gran parte non regolamentato delle criptovalute. Un mondo tutt’altro che tranquillo, considerando che negli ultimi anni gli investitori di criptovalute hanno perso centinaia di milioni di dollari attraverso gli attacchi hacker, il mercato ha dovuto difendersi da accuse di riciclaggio di denaro sporco, vendita di droghe illegali e finanziamento del terrorismo. Non certo robetta.

 


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