Fantasmi, grandi navi e futuro Marghera – Cinema


(ANSA) – ROMA, 22 AGO – Il ‘cuore meccanico’ della Laguna di
Venezia, “che da cento anni non smette di pulsare”: ‘fantasmi,
ritmi, persone e vite nel complesso industriale e portuale di
Marghera tracciano i contorni in Il pianeta in mare,
documentario di Andrea Segre, fuori concorso alla Mostra del
Cinema di Venezia (28 agosto – 7 settembre) per poi arrivare in
sala dal 26 settembre distribuito da Zalab Film, anche
coproduttore con Rai Cinema e in associazione con Luce
Cinecittà.
Il film non fiction, come rivela il trailer, ci porta in
un’area industriale di oltre 2000 ettari (fra le più grandi
d’Europa) dove lavorano operai di oltre 60 nazionalità. Una
macchia di grigio, fumo, e i colori di centinaia di container
scaricati dalle navi intercontinentali. La natura lentamente
prova a riappropriarsi degli spazi delle fabbriche dismesse,
come il complesso petrolchimico. Squarci diventati spettrali fra
acciaio, vetro e cemento armato, percorsi da chi ha lottato in
difesa del lavoro, costato a molti, negli anni, la salute.
   

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