Figlio due donne, Viminale impugna atto – Cronaca


(ANSA) – BARI, 31 AGO – “La trascrizione dell’atto di nascita
di un minore che non ha legami di sangue con un italiano è
contraria ai principi primari costituzionalmente garantiti quali
sono quelli relativi al diritto alla cittadinanza italiana”.
   
Così il ricorso del Viminale, che ha impugnato in appello il
decreto con cui il Tribunale di Bari aveva respinto, il 21
maggio, la prima opposizione del Ministero contro la
trascrizione dell’atto di nascita del figlio di due donne, una
inglese e l’altra italiana, fatta dal Comune di Bari nel 2017.
   
Il bambino oggi ha 3 anni.
   
Il Tribunale aveva dichiarato il Ministero non legittimato ad
opporsi alla trascrizione ma il Ministero si ritiene invece
“legittimato” perché titolare della “tenuta dei registri dello
stato civile” e si tratta di “un bambino nato all’estero” da una
britannica al quale è stato attribuito lo status di figlio di
una “italiana, con la prima unita civilmente, ma con la quale
egli non ha alcun rapporto biologico”. Appello il 12 novembre a
Bari, prima sezione civile.
   

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