Film al giorno: Alita, angelica cyborg guerriera – Film


(di Francesca Pierleoni)
(ANSA) – ROMA, 12 FEB – Ci sono voluti quasi 20 anni, ma alla
fine ha preso forma il sogno di James Cameron di adattare per il
grande schermo il manga cyberpunk cult di Yukito Kishiro, Gunnm
(titolo cambiato, per motivi fonetici, nell’edizione Usa dei
comics, in Alita Battle Angel). Il cineasta, preso negli anni
dall’impegno monstre di Avatar e dei suoi sequel, ha deciso di
continuare a curare il progetto da produttore e cosceneggiatore,
passando la regia a Robert Rodriguez.
   
Mescolando nella versione cinematografica, live action, 3D e
performance capture, Alita: Angelo della battaglia, al debutto
in sala sia in Usa che in Italia il 14 febbraio con 20th Century
Fox, propone la letale quanto ‘umana’ cyborg guerriera dai
grandi occhi e senza memoria che torna alla vita nel 26/o
secolo, con il volto di Rosa Salazar, e un cast che comprende
anche Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali e Ed
Skrein.
   
Rodriguez, che da sempre ama sperimentare i generi, ha avuto
a disposizione un budget tra i 150 e i 200 milioni di dollari,
per creare un’avventura fantascientifica epica, ambientata nella
cupa megalopoli/discarica Città di Ferro, abitata da umani e
cyborg che si barcamenano fra traffici illegali, regole da
infrangere e leggi marziali. Dall’universale la dimensione
diventa intima con l’incontro in un deposito di rottami, fra il
medico dei cyborg Dyson Ido (Waltz) e quello che resta di Alita,
ragazza cyborg (il suo cervello umano è stato impiantato in un
corpo robotico, ormai semidistrutto). Come un Geppetto hitech
Ido, che una figlia vera l’ha persa, fa di Alita, rimasta senza
memoria, una figlia adottiva, dandogli un nuovo corpo e sperando
di sottrarla al mondo disumano in cui vive. Impresa impossibile,
visto che la giovane cyborg, che è rimasta in stasi per oltre
300 anni, è l’ultima letale ‘arma’ berserker, reduce da una
guerra lontana. Letale nel combattimento quanto generosa e
‘umana’ nel rapporto con chi la circonda, trova l’amore
nell’umano ‘smembracyborg’ Hugo (Keean Johnson), ma deve anche
affrontare una sfilza di nemici: dai ‘colleghi’ semirobot
cacciatori di taglie agli implacabili giocatori di motorball,
sport violentissimo ad alta velocità (a doppiare le cronache
delle gare nella versione italiana c’è Guido Meda).
   
Una guerra che ha un burattinaio: lo spietato Nova (a
interpretarlo c’è un attore che il pubblico scopre alla fine),
che comanda su tutti dalla ricca città sospesa Salem.
   
“Mi piace molto Alita perché è assolutamente senza paura, ed
è molto interessante scrivere di un personaggio così – ha detto
Cameron – Il suo motto è ‘io non mi fermerò in presenza del
male’. Non può non agire, quando è di fronte alle ingiustizie”.
   
Al tempo stesso “è un personaggio difficile da scrivere perché
devi trovarle delle vulnerabilità e le sue sono legate alle
persone che ama. Non ha paura per se’ ma per chi ama”.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA



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