Fiorentina, Pioli cerca il primo acuto in trasferta: ”Torino più esperto di noi”



FIRENZE – La Fiorentina non ha ancora mai vinto in trasferta e un motivo ci sarà. Mancanza di carattere? Di identità? Per Stefano Pioli semplicemente un pizzico di sfortuna. In effetti la sua squadra, finora, ha disputato ottime prestazioni lontano dal Franchi (dove non ha mai perso) ma ha raccolto soltanto un punto sul campo della Sampdoria. Quella di domani sera (ore 20.30) sarà una gara che dirà tanto anche in questo senso. Perché i viola non vincono da due giornate, hanno perso brillantezza specie in fase offensiva e troveranno di fronte un Torino con un punto i meno in classifica ma con le stesse ambizioni di Pioli e dei suoi ragazzi. Queste le parole del tecnico viola alla vigilia del match. 
 
E’ la gara giusta per provare a vincere in trasferta?
“Faccio fatica a parlare di una gara da svolta. Tutte sono importanti e valgono tre punti: non siamo ancora riusciti a vincere ma in trasferta abbiamo fatto ottime prestazioni. Ci è mancato qualcosa in alcune giocate. Il Torino è stato costruito per migliorare il risultato dell’anno scorso e raggiungere l’Europa: gli obiettivi e i valori sono simili ma sono più esperti di noi. Vogliamo provare a fare una partita intensa e attenta per 95′”. 
 
C’è qualche giocatore in dubbio per Torino?
“Posti certi non posso darli, se schiero un giocatore è perché sono sicuro di quel che sto facendo. Tutti hanno lavorato bene e aspetterò fino a domani, ci sto pensando molto e vedremo all’ultima rifinitura. Saranno importanti gli undici che partiranno ma anche chi entrerà: voglio una squadra agguerrita dal punto di vista mentale e chi entrerà dovrà avere l’atteggiamento giusto. I cambi possono essere decisivi”. 
 
E’ preoccupato dal lungo digiuno di Belotti o di Simeone?
“Devo pensare ai miei, abbiamo le potenzialità per essere più pericolosi. Dobbiamo creare qualche tiro in porta in più e per questo ci siamo preparati in vista di domani sera. Non ci sono problemi in attacco, quel che importa è essere pericolosi e nelle ultime partita è successo un po’ meno anche se giochiamo spesso nella metà campo avversaria. Vogliamo essere più pericolosi. Abbiamo un’ottima differenza reti ma possiamo essere più pericolosi: è un obiettivo per la sfida di domani”. 
 
Come sta Benassi? 
“Sta bene, sia fisicamente che psicologicamente. Sarà una gara particolare per lui”.
 
Qual è la condizione di Pjaca? E Thereau?
“Sta bene, deve e vuole dare di più e sicuramente lo farà nelle prossime gare. Thereau ha avuto un problema muscolare questa estate, ha fatto fatica a recuperare e può giocare per uno spezzone. Ci faccio affidamento”. 
 
E’ tra i migliori allenatori d’Europa, le risulta?
“Quando ho visto la classifica ho fatto due considerazioni: che ne ho tanti, troppi, davanti. E due che quelli che stanno dietro guadagnano più di me. Devo fare meglio”. 
 
La densità a centrocampo del Torino: come contrastarla?
“Dal punto di vista delle posizioni hanno tre centrocampisti come noi, non credo che soffriremo di inferiorità numerica. Dovremo essere compatti, col Cagliari abbiamo mollato la presa per un attimo e ci hanno puniti. Non dobbiamo mai mollare, sempre attenti e intensi”. 
 
Ha chiesto ai suoi giovani giocatori di essere un po’ meno ingenui? 
“Tra essere ambiziosi e vincenti c’è uno scalino che dobbiamo superare ma non si fa in una gara, ci vuole tempo. I ragazzi sanno che essere così giovani non è una giustificazione ma paghiamo qualcosa. Vinciamo più contrasti di tutti in campionato e questo è carattere. Abbiamo lavorato sul gol che abbiamo preso”.
 
Cosa ne pensa del servizio di Report sulla Juventus?
“L’ho visto ma non serve il mio commento, ci sono le istituzioni che nel caso interverranno”. 
 
Veretotu e Milenkovic, due giocatori adattati: è soddisfatto?
“Non sono mie scommesse ma della società, sono stati molto bravi i nostri direttori a scegliere questi giocatori. Nella nostra squadra ci sono 4-5 giocatori che hanno prestazioni di alto livello e loro sono tra questi. Veretout ha migliorato tutti i suoi dati rispetto all’anno scorso, Milenkovic è in un momento di consapevolezza delle proprie qualità e può soltanto crescere. Può diventare un difensore top. Sono aperto a tantissime soluzioni e ne ho in testa altre: ci vorrà tempo ma ci saranno altre posizioni in campo che ci garantiranno di essere una squadra ancor più equilibrata e pericolosa”. 
 
Gerson e le critiche: in cosa deve migliorare?
“E’ un giocatore importante come gli altri a centrocampo. E’ partito fortissimo nelle prime due gare, deve avere continuità ma le qualità non gli mancano. Deve darci qualcosa in più nella fase offensiva: tira poco in porta, punta poco l’uomo ancora. Poi le critiche ci stanno nel calcio. E’ molto giovane ma ha grande personalità, deve ricercare negli allenamenti la sua preparazione”.

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Mario Calabresi
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