Fridays For Future, sull’emergenza clima i politici si dicono (quasi) tutti d’accordo


ROMA –  A pochi giorni dalle elezioni europee e in concomitanza con le nuove manifestazioni in tutta Italia di FridaysForFuture di venerdì 24 maggio, la politica si fa carico delle richieste dei cittadini italiani che un mese fa avevano chiesto ai principali partiti e candidati di porre l’emergenza ambientale in cima alla loro agenda con quasi il 75% dei voti espressi attraverso la piattaforma di petizioni online Change.org. Tra le proposte presentate da +Europa, Forza Italia, La Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico ed Europa Verde per venire incontro alle priorità emerse da una delle più grandi consultazioni pre-elettorali mai realizzate nel Paese spiccano la riconversione verso un’economia sostenibile e la lotta ai cambiamenti climatici.

Gli esponenti dei partiti intervistati – tra i quali gli unici grandi assenti, causa mancata risposta, risultano essere Lega e Fratelli d’Italia – concordano sul fatto che investire nella sostenibilità ambientale per combattere l’emergenza climatica è una ricetta capace di migliorare la situazione occupazionale a livello sia italiano che europeo. Tutti gli avversari politici, nonostante i diversi schieramenti, hanno dunque risposto alla petizione di FridaysforFuture, parte del movimento di petizioni “La Mia Voce Conta” lanciato in occasione delle Elezioni Europee e che oggi conta oltre 1 milione di sostenitori. L’appello lanciato dai giovani attivisti italiani sulla scia delle battaglie di Greta Thunberg chiede “abbattere del 50% le emissioni di gas serra rispetto all’epoca preindustriale entro il 2030, per raggiungere zero emissioni nel 2050”. Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti si impegna a combattere i cambiamenti climatici con la proposta di dimezzare le emissioni inquinanti entro il 2030, data entro la quale anche la quota dei consumi energetici rappresentata dalle energie rinnovabili dovrà necessariamente raggiungere il 35%. Elena Grandi, capolista di Europa Verde, propone invece l’introduzione di una eurotassa sul carbonio e l’anidride carbonica. E che “gli stati abbandonino progressivamente ogni forma di sovvenzione pubblica ad attività basate sull’economia fossile; solo in Italia, pari a 19 miliardi di euro”.

Secondo il Presidente uscente del Parlamento Europeo Antonio Tajani (Forza Italia), occorre destinare il 30% del prossimo bilancio europeo a misure per la sostenibilità, ma anche promuovere la collaborazione fra Università, centri di ricerca e imprese per favorire un “proficuo matrimonio tra ambiente e industria”. Paolo Ferrero (La Sinistra), da parte sua, sottolinea che la riconversione ecologica dell’economia attraverso i finanziamenti della BCE consentirebbe di creare milioni di posti di lavoro senza aggravi di spesa per gli stati, e che un ulteriore passo potrebbe essere rappresentato dagli incentivi verso le aziende virtuose, come i produttori di materiali interamente riciclabili.

E ancora. La grillina Maria Angela Danzì, capolista nella circoscrizione Nord-Ovest per il Movimento 5 Stelle, dice di voler “aumentare i fondi europei destinati alle energie rinnovabili per rafforzare la competitività economica e industriale dell’Europa”. E che vanno fatti “investimenti massicci sui veicoli a basse e zero emissioni”. Mentre Costanza Hermanin, candidata di +Europa nella circoscrizione centro, evidenzia l’importanza dell’innovazione tecnologica per la svolta ambientale, come nel campo dell’agricoltura biologica, per la misurazione del livello di inquinamento dell’aria o per isolare e mettere a norma di emissioni ambientali gli edifici. Diversi partiti hanno inoltre insistito sulla necessità di ridurre l’utilizzo dei pesticidi e della plastica monouso, riconoscendo la grave minaccia per l’ambiente rappresentata da entrambi.

Domani ci saranno nuove manifestazioni in tutto il mondo per ottenere soluzioni tangibili al riscaldamento globale. “Che sia in piazza oppure online, i cittadini stanno chiedendo cambiamenti concreti contro la crisi climatica e quella occupazionale”, commenta Stephanie Brancaforte, Direttrice di Change.org Italia, il cui sito conta più di 9 milioni di utenti sul territorio nazionale. “Gli italiani hanno capito che che creare un Paese più equo, salubre e dignitoso non rappresenta un sacrificio, ma un’opportunità. La politica ha iniziato ad ascoltare, ma molto resta da fare – bisogna passare dalle parole ai fatti. Gli utenti di Change.org continueranno a fare pressione per realizzare questi obiettivi anche dopo le elezioni, a Strasburgo (sede del Parlamento Europeo, ndr) come a Roma”. Da rilevare che le proposte degli esponenti dei 6 partiti agli utenti di Change.org riguardano, oltre all’ambiente, altre macrocategorie inerenti agli ambiti dell’economia e della parità di genere: lotta all’evasione fiscale da parte delle grandi aziende e disparità salariale tra uomini e donne in particolare. Tutte le risposte degli esponenti intervistati sono disponibili qui.


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