Gamberale, l’abbandono in mito e fumetto – Libri


(di Mauretta Capuano)
(ANSA) – ROMA, 26 FEB – CHIARA GAMBERALE, L’ISOLA
DELL’ABBANDONO (FELTRINELLI, PP 216, EURO 16,50). L’amore
eterno, l’amore tradito, l’amore smarrito, l’amore materno e il
coraggio di viverlo fino in fondo. Si è ispirata al mito di
Teseo e Arianna, Chiara Gamberale nel suo nuovo romanzo,
‘L’isola dell’abbandono’ che ci porta a Naxos da cui parte un
viaggio nella conoscenza di se stessi e delle nostre
trasformazioni volute o accadute.
   
L’inquieta protagonista della storia viene abbandonata dal suo
primo disperato amore, Stefano, a Naxos, proprio come Teseo
piantò in quell’isola greca Arianna dopo che lei lo aveva fatto
uscire dal labirinto (da qui pare sia nata l’espressione
“piantare in asso”). Ma il dolore di essere stata abbandonata
nasconde un’opportunità, quella di conoscere Di, un uomo che
riesce a far entrare la protagonista in contatto con parti di se
stessa che prima ignorava. Ed è proprio nel momento in cui
abbiamo smarrito il filo della nostra esistenza si aprono nuovi
percorsi che ci fanno ripartire.
Come accade alla protagonista della storia che diventa madre e
ritorna nell’isola dell’abbandono, dove “tutto ricomincia da
capo, come in un eterno presente”.
Ambientato tra Roma e Naxos nell’arco di dieci anni, ‘L’isola
dell’abbandono’ è il primo romanzo da madre della Gamberale che
dopo la nascita della piccola Vita ha conosciuto le
trasformazioni della maternità e in questo libro, oltre al mito,
fa riferimento ai fumetti per bambini. Ed ecco le strisce con
Pilù, un coniglietto dal pelo rosso e blu che rappresenta un
altro e nuovo modo di interpretare la realtà.
   
Oltre che con l’amore e la maternità la protagonista dovrà
fare i conti anche con la morte di Stefano in un percorso di
trasformazione, appunto, che ci mette di fronte ai grandi valori
universali e alle cose assolute della nostra esistenza. E poi
c’è la vita che ci chiama e ognuno risponde a suo modo. Come si
vede nelle lettere che la protagonista scrive quando è incinta
al suo bambino che sta per arrivare, Emanuele. “Ho tirato in
mezzo Pilù perchè me l’aveva ispirato Stefano, il mio fidanzato
di quel tempo. E perchè, se non ci fosse stato Stefano, non
avrei mai conosciuto tuo papà. Proprio come Pilù, Stefano poteva
raggiungere picchi di profonda gioia e picchi di profonda
malinconia. Pensa che l’umorometro l’avevo inventato per lui”
scrive la Gamberale che ha dedicato il libro “a chi resta”.
   
E anche Di scrive una lettera a Emanuele: “le storie dove il
passato il presente e il futuro filano uno dopo l’altro, invece
di giocare a nascondino nello stesso labirinto, non possono
essere interessanti..Molto meglio i fumetti per bambini allora,
no? Oppure i miti, se hai l’incoscienza di tradirli. Ma avremo
modo di parlarne, spero” dice con “amore incondizionato”.
   
In tutti i suoi romanzi, anche nel suo speciale libro
diventato un reading-teatrale, ‘Qualcosa’ – una favola con
illustrazioni surreali per tutte le età accompagnata dalle
immagini di Tuono Pettinato – la Gamberale ha indagato sulle
nostre vite e sull’importanza di non scappare da se stesse. Lo
fa anche questa volta e ci invita a non avere paura di perdere
il filo, cioè il controllo della nostra esistenza, perchè
proprio in quei momenti possiamo scoprire chi siamo. (ANSA).
   

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