Genoa, Juric: “E’ la Juve più forte ma possiamo farle male”



GENOVA – Il Genoa va a sfidare una Juventus a punteggio pieno con in panchina un allenatore nuovo: Ivan Juric.
Che effetto fa tornare nella mischia dopo quasi un anno di inattività?
“Quello che manca non sono i tifosi, il presidenti o i giornalisti ma il lavoro sul campo. Ecco, sono finalmente tornato a fare quello che mi piace di più”.
L’esordio è terribile: a Torino contro la Juventus.
“Una delle squadre più forti in Italia e in Europa. Giocano un calcio davvero bello e con diverse soluzioni tattiche. Credo che questa in assoluto sia la Juventus più forte della gestione Allegri. La loro forza maggiore è la mentalità, chiunque arriva la acquisisce immediatamente. Mi piacerebbe capire qual è il loro segreto”.
Ma come, un combattente come lei mette le mani avanti?
“Assolutamente no. Sono convinto che possiamo fare bene e provare anche a farle male disputando una grande partita. Detto questo sappiamo anche che dovremmo ridurre al minimo gli errori e che, in ogni caso, contro le grandi squadre dipende molto anche da loro. E dunque giocare al cento per cento delle nostre possibilità potrebbe non bastare”.
Il presidente è convinto che questa squadra debba schierarsi col 3-5-2, un modulo che a lei non è mai stato particolarmente congeniale.
“Le caratteristiche dei giocatori sembrano indicare che questa squadra sia stata costruita per giocare proprio così. Ci sono tanti buoni attaccanti, è giusto giocare con due punte. Anche perché in panchina ci sono altre buone soluzioni offensive. I moduli contano veramente poco, è fondamentale invece come si interpretano. È importante come vuoi difendere ed attaccare”.
Dunque è una questione di filosofia più che di matematica.
“Le mie idee cercherò di trasmetterle alla squadra il più velocemente possibile. Credo in un gioco globale al quale partecipino tutti. So dove voglio arrivare ma devo andare gradualmente, senza esagerare. Ho trovato grande disponibilità, nel lavoro e nell’atteggiamento. Questa squadra non ha zero punti, non occorre un intervento radicale. Aveva i sui pro e i suoi contro, ma non era poi messa così male”.
Già contro la Juventus si potrà scorgere la mano di Juric?
“Spero di veder già in campo qualcosa di quello che abbiamo provato in allenamento in queste due settimane. Tante squadre di seconda fascia scelgono di stare tutte dietro molto coperte e poi provare a ripartire. Ma è un tipo di calcio che non mi piace. Non è adatto a noi nemmeno il tiki-taka. Lo lasciamo al Chelsea, al Manchester City e al limite al Sassuolo. Noi invece dovremo sempre e comunque giocare in velocità”.
Dubbi di formazione?
“Ci sono stati diversi giorni in cui i nazionali non hanno potuto lavorare con noi, Pandev ed Hiljemark li ho rivisti soltanto oggi. E Lisandro Lopez non ha ancora recuperato completamente. Favilli, Spolli e Dalmonte hanno qualche problemino e non vengono con noi a Torino”.

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Mario Calabresi
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